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Dal silenzio a te

di Amina Narimi
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Pubblicato il 19/04/2015 23:43:35

Tende verso il cielo e si ritrae 
come un fiore viola al temporale
sbandato sotto il peso delle bestie 
poi s'inchina profumando lentamente
un'ombra consacrata sopra i polsi
circondando la mia gola di scintille
levate verso l'alto dei tre pini.
 
E' un rito tra la nebbia che mi ferma
ancora calda nel vapore del mattino
che ingrandisce la solitudine dei pini
come davanti a troppa  lontananza
restituendo il grigio una tempesta.
 
Ti ho sognato che sognavi di esser pieno 
di bambini sui tuoi fianchi nella nebbia
sei venuto con un canto,  un ederlezi  
tra le gambe volteggiavi sulla cima
per scoprire nelle mani cristalline
l'addio del celibato al primo sole.
 
La goccia primitiva che ti bagna
la bellezza nel lavoro del mattino
scoprendoti le forme dell'origine
si dispone a far risplendere sui piedi
il nudo che celavi come un frutto
 
tutto s'innalza e tutto si riapre
respirando i loro corpi nuove lingue.
Appena giunte all'orlo già scomparse
 
mi discendono due lacrime col vento,
a corona del silenzio sopra il verde
il pianoro, un grembo arcuato dentro gli occhi,
le sue vene dei  giovani sentieri
dischiusi  con dolcezza nella nebbia
e - dal silenzio a te-... mi ascolto dire
 
a passi lenti la discesa appena giorno
appena snebbia la visione un'altra volta
il bagliore nella mano mi risponde
con la spietata tenerezza della luce:
 il vento e i sogni non si possono fermare.
 
Piego e annodo dentro i pugni questo grido
le mie impronte  con l'argilla  del dolore
nodo e dono che conosco per legare
all'origine del viaggio  il nostro seme.
 
 


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