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L’ulivo

di Emanuele Di Marco
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Pubblicato il 16/01/2010 18:14:48

Un vecchio,
un miserabile
spastico,
la bava rappresa
a un angolo
della bocca,
crocefisso
alla lurida
sedia a rotelle,
sta lì,
immobile,
accanto al semaforo,
con un bicchiere,
pochi centesimi
tintinnano,
nella mano
tremante
di povero,
santo,
idiota.
Un torto ulivo
reciso,
sotto il cielo
nerissimo,
nel vento
che spacca
le vene
nei polsi,
incipiente
la fredda pioggia
dell’amaro gennaio.
Chi,
chi mai,
chi è che
ti ha abbandonato
qui
stamattina?
E chi è
quello stesso
che
stasera
avrà il coraggio
di venirti
a riprendere,
semimorto dalla febbre,
per toglierti
i pochi spiccioli distratti
lasciati da stanchi automobilisti?
Maledetto,
perdio!,
sia maledetto.
E maledetto,
stramaledetto,
anch’io
che,
per te,
non posso,
non so,
non ho il coraggio
di fare nulla,
se non scrivere
questi quattro
inutili
versi.


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