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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Strettoie

di Marco Giovenale 

Proposta di Alfredo Rienzi »

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Pubblicato il 17/11/2018 23:07:39

da STRETTOIE, Arcipelago Itaca Edizioni, 2017

 

------- 

 

Che drènino, no? che frènino

le dichiarazioni rese in atti,

il rumore delle chiavi in corridoio,

la magnificenza dell'albergo, suoi strombi

il piccione Fàtic, e i tanti fiorini cacacéline,

fluorini fluorenti che vuoi che non lèggano

il carloemilio, vuoi?

Idem, in corridoio («io, io», senti dire).

«O voi,» - e «oblate, oblate», anche, senti.

 

Post menstruum, sinus, semen, 

birra nel parchetto, ore 6.

 

Iterate, iterate. Ite - rhizo - ite, figlie,

et sore, et frati.

 

-------

 

O che sintesi fólgo-, vólgo,

all'ultima tacca alcalina del suono...,

un je-toi (getto gettato, gettone memento),

un me metro di pensiero, chassis chiuso

nell'alberghino Oltrarno

sotto le pale est, estive.

Verbigerans. (Flumen)

Cèdesi per mòdica.

Cosa qualsiasi.

Fisica, metafisica, po

litica.

 

 

 

 

 


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