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Con te, nel tuo nome, oltre noi stessi

di Roberta Attanasio
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Pubblicato il 07/08/2017 20:59:47

Con te, nel tuo mondo fatto di dolci parole, nel tuo mondo di versi ordinati in un tempo scandito con cura.

 

Con te ho imparato la tenerezza di un gesto, la tenerezza di un bacio e quella simile di una carezza.

 

Con te ho visto il Decumano Inferiore della nostra città come una fila che divide al mezzo i capelli, e non più come soltanto la ferita di Spaccanapoli.

 

Ho imparato a distinguere il dolore di un solco profondo d’aratro nel terreno morbido, dalla promessa di una nuova fecondità.

 

Ho imparato che l’uomo è diverso, ho imparato che amore e passione sfrenata sono petali screziati di uno stesso fiore.

 

Con te ho visto la Marina con occhi nuovi, come fossero le stelle che di notte illuminano le barca che vi riposano agli ormeggi.

 

Mi sono fatta cullare dal vento di settembre che scompone i capelli e i petali che si erano aperti in estate.

 

Ho imparato a guardare i papaveri sotto le loro corolle di sogni e imparato la forza della rinascita audace e improvvisa figlia di una strana aria di maggio.

 

Con te ho imparato il gioco di ogni erotico segno, così la dolcezza che in esso è sempre connaturata.

 

Nel tuo nome ho vissuto davvero i freschi abbracci d’Autunno e le tiepide arie di Primavera, quando un germoglio rinasce da una foglia caduta in un moto perenne e deciso.

 

Con te, che hai vissuto le mie lacrime ancor prima che sgorgassero, ancor prima che si facessero vento sopra il mare in tempesta di questa mia anima inquieta.

 

Con te, giorno dopo giorno, tu il mio salvatore, la terra ferma promessa di vita per il naufrago vagabondo, una mano tesa, forte, in questa folle e perduta tregenda che ancora sbatte le ali, come un tremendo uccello, e le mie vele rotte e affrante pervade come straziante lamento.

 

Con te, giorno dopo giorno, in questi giorni felici in cui pure ancora un poco offusca la malinconia il mio sguardo nuovo.

 

Con te, per te, in te ogni mio respiro si fa nuovo, rinasce, come onda del mare che gira, che gira, e riemerge pura alla superficie che l’ha generata.

 

Un’onda del mare che sale, che  scende, in una danza speciale e segreta, nella notte, fra la luce di luna che avanza nel buio di queste mie notti.

 

Con te, oltre noi stessi, le nostre mani unite, sopra due cuori che ora sono un solo cuore, sopra  due anime che ora sono un solo spirito, oltre noi stessi.


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