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Locura del Tango

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 20/05/2016 09:49:41

Locura del Tango – tango

..como el silbido del viento que levanta el polvo
en la Pampa argentina
y hace rodar fuera los matorrales secos de una pasión
ya apagada
en la calle quemada al sol del verano que todo quema
incluso por la noche
en el cielo rojo vivo como de sangre en aquellos de
Buenos Aires Ciudad
qué el silbido del viento reclama a la ceniza aquellos que
desde siempre ya quema
junto a los cuerpos de los amantes que desnudos
se abrazan
por un encuentro extremo de un tango que estalla
. . .
..y es fuerte el olor llevado por el viento y sabe a polvo
de la Pampa Argentina
te toma a la garganta en el suyo lento avanzar constante
es el suyo lo siento es el mío
y tú odias aquel silbido sonoro que en crecer
se aleja y va fuera
por luego volver a recordar al corazón perdido
del enamorado
qué de ceniza son hechos los sueños y las ilusiones
y de ceniza somos nosotros
polvo cósmico de ángeles rebeldes sobre el punto de caer
en el vacío
perdidos en un tango de amor y locura
. . .
..ángeles a punto de remontar la tinta china hacia el cielo
'a contemplar las estrellas'
de aquel paraíso de carne sin derroches que renguea
incluso con indecisiones
al sonido de una orquesta scrausa que del fondo se avanza
y qué danza
tomada por la turbación de tierra y escupitajo en el orgasmo
absoluto de un Dios
qué implacable y soberano acoge cada instancia
de su creativa fobia
y qué cumple en modelar las figuras abstrusas de un hombre y
de una mujer
a su misma locura de hacerlos 'a su imagen y a parecido.'



Follia del Tango – tango


..come il fischio del vento che solleva la polvere
nella Pampa argentina
e fa rotolare via gli arbusti secchi d’una passione
ormai spenta
nella strada arsa al sole dell’estate che tutto brucia
finanche di notte
nel cielo rosso vivo come di sangue in quel di
Buenos Aires Città
che il fischio del vento reclama alla cenere quel che
da sempre ormai brucia
insieme ai corpi degli amanti che nudi
s’abbracciano
per un incontro estremo d’un tango che divampa
. . .
..ed è forte l’odore portato dal vento e sa di polvere
della Pampa Argentina
ti prende alla gola nel suo lento avanzare costante
è il suo lo sento è il mio
e tu odi quel fischio risonante che in crescendo
s’allontana e va via
per poi tornare a rammentare al cuore perso
dell’innamorato
che di cenere son fatti i sogni e le illusioni
e di cenere siam noi
polvere cosmica d’angeli ribelli sul punto di cadere
nel vuoto
perduti in un tango d’amore e di follia
. . .
..angeli in procinto di risalire la china verso il cielo
‘a rimirar le stelle’
di quel paradiso di carne senza sprechi che arranca
pur con esitazioni
al suono di un’orchestra che dal fondo s’avanza
e che danza
presa dal rimescolio di terra e di sputo nell’orgasmo
assoluto d’un Dio
che implacabile e sovrano accoglie ogni istanza
della sua creativa fobia
e che adempie nel modellare le figure astruse d’un uomo e
d’una donna
alla sua stessa follia di farli ‘a sua immagine e somiglianza’.

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