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‘dalla parte delle nuvole’ it / ing

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 01/07/2016 08:56:11

‘dalla parte delle nuvole ...’

migranti
sopra gli estesi deserti incompresi
dove l’incontro col tempo remoto
sussegue al presente
fin dentro il futuro del mondo
e che vanno
sospinte dai venti
d’un vortice di fuoco
che avvampa bruciando
ogni cosa d’intorno …

a piedi nudi affrontano in peregrino andare masse di genti che nude nell’anima ambiscono di sopravvivere in questo mondo estremo

migranti
che s’avvoltolano sui rami
rinsecchiti degli alberi
senza fronde
dove la pantera affamata
ha cercato
una visuale migliore
prima d’assalire la preda
che stanca si trascina
nella traversata …

uomini contro avidi d’ogni cosa che s’impossessano delle vite degli altri da vendere al mercato dei nuovi schiavi della contemporaneità

migranti
di differente credo accomunati
che obliterano il soldo
all’odierno traghettatore d’anime
per un insensato viaggiare
verso un medesimo
inferno ultraterreno
nello spazio indefinito
di un mare da attraversare
senza ritorno

che ancor li tiene legati a un ancestrale destino prigionieri accecati e abbandonati
alla luce d’un domani che non si accenderà

migranti
nel buio di quelle profondità marine
che li accoglie senza identità
come broscia da dare in pasto
ai pesci
alle divinità melliflue
che avare d’ogni ragione
s’avanzano
a contrastarne
l’antropico riconoscimento


'from the part of the clouds...

migrant
above the wide misunderstood deserts
where the meeting with the remote time
it follows to the present
until inside the future of the world
and what they go
pushed by the winds
of a vortex of fire
what it catches fire burning
everything of around…

afoot naked they face in I wander to go masses of people how naked in the soul they aspire to survive in this extreme world

migrant
that they wallow him on the branches
shrunken of the trees
without leafy branches
where the hungry panther
you/he/she has looked for
a best view
before attacking the prey
what it gets tired he drags
in the crossing…

men against avid of every thing that you/they take possession him some lives of the others to sell to the market of the new slaves of the contemporaneity

migrant
of different I believe united
what they obliterate the penny
to the today's ferryman of souls
for a foolish to travel
I pour a same
ultra mundane hell
in the indefinite space
of a sea to be crossed
without return

what anchor holds them tied up to an ancestral destiny imprisoned blinded and abandoned to the light of a tomorrow that it won't ignite

migrant
in the dark of those sea depths
what it welcomes them without identity
how glutton to be given in meal
to the fishes
to the mellifluous divinities
how stingy of every reason
they are advanced
to oppose of it
the entropic/human recognition

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