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D’Episcopo: l’Empatismo è una post-avanguardia

Argomento: Letteratura

di Menotti Lerro
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Pubblicato il 27/12/2025 08:45:50

L’Empatismo tra avanguardia e post-avanguardia: una collocazione teorico-critica.

di Francesco D'Episcopo

 

Il presente contributo analizza il movimento artistico-letterario-filosofico dell’Empatismo, con l’obiettivo di determinarne la corretta collocazione all’interno della storia dei movimenti letterari contemporanei. Attraverso il confronto con i paradigmi dell’avanguardia storica, della neoavanguardia e delle poetiche post-avanguardistiche, si sostiene che l’Empatismo debba essere inteso come una forma di post-avanguardia umanistica, caratterizzata dal recupero dell’emozione, della soggettività e della funzione etica dell’arte.

Introduzione

Nel dibattito sulla letteratura contemporanea, la nozione di avanguardia continua a essere oggetto di ridefinizione critica. A partire dalla fine del Novecento, numerosi movimenti e poetiche hanno rivendicato un carattere innovativo senza tuttavia aderire ai presupposti ideologici e formali delle avanguardie storiche. In questo contesto si colloca l’Empatismo, movimento ideato da Menotti Lerro, che pone al centro dell’esperienza artistica la dimensione empatica ed emozionale. Il presente saggio intende chiarire se tale movimento possa essere definito come avanguardia o se, più propriamente, rientri nel paradigma della post-avanguardia.

2. Avanguardia e post-avanguardia: coordinate teoriche

Le avanguardie storiche del primo Novecento (Futurismo, Dadaismo, Surrealismo) si caratterizzano per alcuni tratti distintivi: la rottura violenta con la tradizione, l’ideologia del nuovo come valore assoluto, la sperimentazione linguistica radicale e una forte carica programmatica e polemica. A queste seguono, nel secondo Novecento, le neoavanguardie, che radicalizzano la riflessione sul linguaggio, spesso sacrificando la dimensione emotiva e referenziale dell’opera.

Con il termine post-avanguardia si è soliti indicare quelle poetiche che, pur muovendosi dopo l’esperienza avanguardistica, ne assumono criticamente l’eredità senza riprodurne i gesti distruttivi. La post-avanguardia non nega la tradizione, ma la rilegge; non rifiuta il soggetto, ma lo ricolloca; non rinuncia al senso, ma lo problematizza.

3. Origini e principi dell’Empatismo

L’Empatismo nasce come proposta estetica e teorica volta a riaffermare il ruolo centrale dell’essere umano nell’Arte. Secondo Lerro, l’opera artistica deve tornare a essere un luogo di condivisione emotiva, capace di creare un ponte empatico tra autore e fruitore. Tale posizione si configura come una reazione sia all’aridità di certo sperimentalismo novecentesco sia alla frammentazione postmoderna del senso.

Il movimento non si presenta come un gesto di rottura totale, bensì come un tentativo di ricomposizione: linguaggio, emozione, memoria e spiritualità vengono integrati in una visione organica dell’esperienza artistica.

4. L’Empatismo e il rifiuto della logica avanguardistica

Un elemento decisivo per la collocazione dell’Empatismo riguarda il suo rapporto con la tradizione. A differenza delle avanguardie storiche, il movimento non persegue la distruzione dei modelli precedenti, ma ne recupera consapevolmente alcuni tratti, in particolare la liricità, l’autobiografismo e la tensione etica della poesia.

Inoltre, l’Empatismo non propone una sperimentazione linguistica radicale né un’estetica dell’anti-arte. Il linguaggio resta comunicativo, orientato alla trasmissione del senso e dell’emozione. Tale scelta segna una distanza netta dalla concezione avanguardistica dell’opera come puro evento o provocazione.

5. Empatia, soggettività e funzione etica dell’arte

Uno degli aspetti più significativi dell’Empatismo è la rivalutazione della soggettività, non intesa come narcisismo (che combatte fermamente), ma come spazio di riconoscimento dell’altro. L’empatia diventa così una categoria estetica ed etica al tempo stesso. L’Arte, secondo questa prospettiva, non è più soltanto esercizio formale o gioco intellettuale, ma strumento di conoscenza e di relazione.

Questa impostazione si inserisce pienamente in una sensibilità post-avanguardistica, che mira a superare le dicotomie tra forma e contenuto, tra sperimentazione e comunicazione, tra individuo e collettività.

6. L’Empatismo come post-avanguardia umanistica

Alla luce delle considerazioni precedenti, l’Empatismo appare riconducibile a una post-avanguardia umanistica. Esso nasce in un’epoca storica in cui l’idea stessa di avanguardia, intesa come avanzamento lineare e rivoluzionario, risulta problematica. Piuttosto che inaugurare un "nuovo assoluto", l’Empatismo propone un ripensamento del fare artistico, fondato sulla responsabilità emotiva e sulla centralità dell’umano.

La sua funzione non è quella di anticipare il futuro, come avveniva per le avanguardie, ma di ricostruire un senso nel presente, dopo la crisi delle grandi narrazioni estetiche del Novecento.

7. Conclusione

Il movimento empatico non può essere considerato un’avanguardia in senso storico o teorico. Esso si configura piuttosto come una poetica post-avanguardistica che, facendo tesoro delle lezioni del Novecento, sceglie consapevolmente di restituire all’Arte la sua dimensione emotiva, relazionale ed etica, apportando anche significative innovazioni tecniche formali come il correlativo empatico ed altro. In tal senso, l’Empatismo rappresenta una delle più alte possibili risposte della letteratura contemporanea alla crisi del formalismo e alla disumanizzazione del linguaggio artistico. 


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