Pubblicato il 05/01/2026 14:45:21
Cusano Mutri tra le bellezze naturali, l’imponenza dell’artigianato in pietra e quello legato alla creazione di borse e abiti, isola di libertà per sfuggire al caos cittadino ed anche ai botti di capodanno. L’aria fredda e pulita, la bellezza imponente del Monte Mutria, terza vetta del massiccio del Matese, al confine tra Molise e Campania, l’accoglienza piena di vita di Cusano Mutri, un insieme che può dare respiro e si può scegliere per fuggire al caos napoletano persino dei botti di capodanno. Senza dimenticare la ricerca di un artigianato che sopravvive sul versante Beneventano del Matese, tra cui quello della lavorazione della pietra, le cui origini sono da ricercare anche nella natura e alla conformazione del territorio: Entrando in paese non si può non restare stupiti di fronte all’imponenza del mortaio in pietra che sembra gareggiare con le montagne: è il più grande del mondo, entrato a far parte del Guinness dei primati. Tuttavia non è soltanto l’imponenza dell’artigianato in pietra a doversi evidenziare, ma anche quello legato alla creazione di borse e abiti laddove la creatività, si unisce al gusto estetico e all’abilità tecnica per produrre pezzi unici, che sono anche simbolo del Made in Italy. Difatti, nel paese, lavora la giovane Alessia Di Biase, nativa proprio di Cusano Mutri, in provincia di Benevento, il quale è uno dei borghi più belli d’Italia. Alessia ci ricorda anche che il paese è conosciuto per la Sagra dei Funghi, in cui si celebra il fungo porcino locale, offrendo gastronomia (primi, secondi, pizza ai funghi), spettacoli, artigianato e visite guidate nel borgo medievale, solitamente tra settembre e ottobre, con un percorso esteso e duraturo ed è, soprattutto, un luogo autentico, dove si respira ancora aria pulita, calma e tranquillità. La giovane Cusanese ci confessa di amare la lentezza, le piccole cose, l’ordine e l’amore per ciò che si fa con il cuore e ci racconta: “Sono l’ultima di quattro figli e ognuno di noi ha già intrapreso la propria strada. Io ho scelto quella della moda e dell’artigianato. Dopo aver frequentato la scuola di moda, ho continuato la mia formazione con corsi di cucito, una passione che porto con me da sempre: creare abiti da zero, dare forma alla bellezza nel modo in cui la immagino, esprimere me stessa attraverso ciò che realizzo. Da sempre do anche una mano nell’attività di famiglia, l’Osteria da Marcellino, nata nel 1953 da mio nonno come piccola osteria di paese e portata avanti con amore dai miei genitori. È un luogo che rappresenta le mie radici e il valore della tradizione”. Effettivamente le sue creazioni rappresentano un punto focale di grazia e utilità e si resta convinti che sia una gran bella cosa il desiderio di un giovane, nato in un piccolo centro, munito di tanta bellezza naturale, che non desideri trovare la propria strada lontano dai luoghi natii. Alessia continua: “Durante il mio percorso nel cucito ho scoperto un’altra grande passione: l’uncinetto, in particolare la realizzazione di borse e accessori da abbinare agli abiti che creo. Se il cucito è il mio modo di esprimere la mia personalità e le mie capacità, l’uncinetto è invece il mio momento di relax, soprattutto la sera, quando preparo gli ordini prima di andare a dormire. Il mio lavoro sartoriale parte sempre da zero: prendo le misure, disegno il cartamodello, preparo e taglio il tessuto, imbastisco, faccio le prove fino ad arrivare al capo finito. Ogni abito è unico, pensato e costruito sul corpo della persona che lo indosserà”. Conoscere questa giovane, che ama l’artigianato e intende trovare tra i suoi monti il proprio futuro, con realismo e determinazione in qualche modo ci sorprende: “Sono consapevole che quello della sartoria e dell’artigianato sia un mestiere che oggi rischia di scomparire, ma proprio per questo sento il desiderio di portarlo avanti. Vivo in un paese dove il dialogo tra le persone e il racconto dei più anziani sono ancora una ricchezza quotidiana, e questo ha rafforzato in me l’amore e il rispetto per l’arte del passato”. Quest’aspetto abbiamo avuto modo di riconoscerlo vivendo alcuni giorni nel piccolo centro, sorbendo le cioccolate nei bar, passeggiando nell’aria fredda e pulita e osservando lo scorrere della vita che ha un fascino e un ritmo cui, se ci sei nato, non senti di voler rinunciare. Alessia precisa infine: “In un mondo dominato dal fast fashion, credo profondamente nel valore di un capo realizzato con tempo, pazienza e cura: un capo di qualità, unico, destinato a durare. Il mio sogno è fare qualcosa di utile per gli altri e, un giorno, cucire con le mie mani il mio abito da sposa”. Certamente la nostra giovane amica sa bene di avere ancora tanto da imparare dall’esperienza, magari anche con qualche veloce volo fuori dal centro in cui vive, allo scopo di migliorarsi e confrontarsi, per cui non possiamo che augurarle di accogliere con entusiasmo consigli e nuove sperimentazioni e che la società in cui vive l’aiuti a farsi conoscere, la sponsorizzi e le offra ogni possibile aiuto per fare sì che una giovane nativa la rappresenti e resti a vivere tra le sue montagne. Bianca Fasano. Sociologa.
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