“NEL RESPIRO DEL TEMPO”, il nuovo libro di Christian Testa, Poeta Benemerito di Villanterio
Recensione di Raffaele Piazza
Christian Testa è nato a Pavia nel 1975 e vive a Villanterio; ha iniziato a occuparsi di poesia nel 2014. Ha pubblicato 16 libri conseguendo 158 riconoscimenti letterari in concorsi nazionali e internazionali. Scrive spaziando in tutti gli ambiti poetici manifestando un versatile eclettismo; è inoltre autore di testi di canzoni per il liscio e per la musica leggera.
Nel respiro del tempo,la raccolta del Nostro che prendiamo in considerazione in questa sede, è pubblicata da Guido Miano Editore, Milano 2025, si avvale di un’acuta e sensibile prefazione di Michele Miano.
Il volume non è scandito e presenta una forte unitarietà stilistica, formale e contenutistica, e proprio per questo può essere considerato un compatto poemetto.
A proposito del titolo della silloge si può affermare che il tempo stesso come categoria è ed è stato oggetto di studio di numerosi scienziati e filosofi tra i quali il filosofo tedesco Heidegger che ha teorizzato il concetto di attimo che si applica bene al discorso poetico di ogni generazione e in particolare in modo maggiormente profondo dallo scrittore britannico Eliot in poi provocando un vero e proprio scavo nella parola poetica stessa per raggiungere la sua essenza, il suo etimo.
Infatti se la vera poesia è sempre metafisica e tramite l’ipersegno riesce a manifestare l’indicibile, bisogna evidenziare che quanto suddetto trova la sua realizzazione nei tessuti linguistici proprio perché l’attimo stesso diviene una feritoia atemporale proprio tra una parola e l’altra generando la percezione del tempo stesso che tra il prima e il dopo tra il passato e il futuro si ferma in una tensione, una sospensione trascendentale.
Nell’entrare nel merito della poetica di Testa il prefatore del volume così scrive: «Nel panorama poetico contemporaneo, Christian Testa si distingue per una voce autentica, capace di scavare con delicatezza e profondità nei recessi dell’interiorità umana (…) Nel fluire incessante della vita, tra attimi di luce e ombre di pensiero, Christian Testa ci invita a sostare, a respirare, a sentire. Nel respiro del tempo è un viaggio poetico che attraversa l’esistenza con sguardo sincero e voce limpida, raccogliendo emozioni, riflessioni e immagini che si fanno versi».
Cifra distintiva del poiein di Christian è quella che si esprime attraverso una delicata vena lirica, a volte anche elegiaca che sottende una complessità e che trova uno dei suoi pregi maggiori nella sua immediatezza.
Anche la natura è un tema di questa poesia come per esempio nella bella lirica Fiore: «Ti guardo incantato/ mentre il vento/ ti accarezza dolcemente/ mentre la pioggia/ ti bacia e ti rinfresca/ mentre il sole/ ti dà energia e nuovi colori…»; si tratta di un componimento soave nel quale lanciando il suo messaggio immaginario al fiore stesso, il poeta afferma che sarebbe tentato di cogliere il fiore ma che poi desiste dal farlo manifestando implicitamente il suo amore per la vita.
Anche il tema del rinnovamento, del ricominciare nell’esperienza dell’esistere è presente in queste composizioni per esempio nella lirica Nuova vita: «Come una stella in cielo/ hai celebrato l’amore in terra/ di coloro che ti hanno desiderato/ e che ora hanno il dono di averti/ per crescerti e continuare la generazione/ di famiglia in famiglia.// Ora commosso e onorato/ di poter diventare tuo amico/ completo per te la tua poesia».
Nella suddetta composizione l’io-poetante si rivolge ad un tu del quale ogni riferimento resta taciuto e se in poesia tutto è presunto, attraverso il messaggio lanciato avvertendo comunque il senso del mistero e quello della rêverie, si potrebbe pensare che l’essere invocato potrebbe essere un angelo o il terzo che ci cammina accanto.
Anche un’aurea di magia luminosa promana da queste poesie come se il poeta puntasse una cinepresa sul mondo, la natura e la realtà per poi trasformarla tramite una lente deformante attraverso una parola sentita e pronunciate sempre con urgenza tra detto e non detto.
«Nel respiro del tempo non è solo una raccolta di versi, - scrive Michele Miano nella prefazione - è un invito a credere che, nonostante tutto, l’umanità possa ancora salvarsi attraverso la tenerezza, la memoria, la spiritualità e l’ironia. È la testimonianza che la poesia, quando nasce dal cuore e parla al cuore, può essere un rifugio, una guida, una luce. In questo respiro condiviso, forse, possiamo ritrovare noi stessi. E per dirla alla Umberto Saba, che credeva nella vita perché credeva nella poesia, “d’ogni male mi guarisce un bel verso”».
Raffaele Piazza
Christian Testa, Nel respiro del tempo, prefazione di Michele Miano, Guido Miano Editore, Milano 2025, pp. 64, 15,00 €.
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