Pubblicato il 24/10/2026 18:19:50
La determinata volontà d’ignoranza dell’essere umano insiste nel credere alla discriminazione razziale e si rifiuta di comprendere che siamo tutti i discendenti di circa milletrecento individui. Basta guardarsi intorno, colloquiare con quanti incontriamo ogni giorno al lavoro, nella vita sociale e anche in ambito familiare per comprendere che il “razzismo”, con sfumature più o meno nitide, fa parte della società. I dati ufficiali provenienti dalla Rete di consulenza per le vittime di razzismo ci informano che nel 2025 sono stati censiti 1.245 episodi di discriminazione razziale (non in diminuzione, anzi, in aumento rispetto al passato). Parliamo di xenofobia, razzismo contro le persone nere e (in incremento), dei casi di razzismo antimusulmano. La cosa più stupida (visto che proveniamo tutti dall’Africa), risulta dall’indagine “Essere di colore nell'UE”, dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali che chiarisce come una percentuale di quasi il 50/100 delle persone di origine africana, continui a subire discriminazioni e molestie nella vita quotidiana. Eppure la scienza ha oramai stabilito che la diffusione di Homo sapiens sia partita dall'Africa circa 80.000–100.000 anni fa, per cui i nostri antenati hanno raggiunto via terra e via mare l'Asia, l'Australia, l'Europa e infine le Americhe, colonizzando quasi tutto il pianeta (eccetto l'Antartide). I nostri antenati. I sostenitori del razzismo scientifico (o determinismo biologico), che pensavano che l'umanità fosse divisa in razze biologiche distinte e gerarchizzate, sono stati abbondantemente smentiti, eppure gli scienziati del regime Nazista e Fascista, i medici e gli antropologi allineati al regime, con convinzione o per motivi differenti, firmarono documenti ufficiali per dichiarare l'esistenza di una razza italiana ed europea pura, che si dovesse difendere da contaminazioni esterne, ponendo in Germania (con le Leggi di Norimberga) e in Italia (con il Manifesto della Razza del 1938), le basi ideologiche per la Shoah. Oggi sappiamo che l’Homo sapiens, ossia i nostri antenati, hanno rischiato l’estinzione in un passato remoto a causa del "collo di bottiglia" (o bottleneck genetico) riducendosi a pochissimi individui. La genetica e l'antropologia moderna hanno dimostrato, senza possibilità di errore, che le razze umane non esistono a livello biologico, poiché il DNA umano è identico al 99,9% e le variazioni fisiche (come il colore della pelle) sono sfumature continue dettate dall'adattamento ambientale, non barriere nette. Questo concetto biologico ed evolutivo dipende da un drastico calo demografico causato da fattori ambientali, che costrinse una specie a superare una "strettoia" temporale. Nel caso della linea evolutiva umana, si fa riferimento ai due principali colli di bottiglia dell'umanità, che si ebbero ~900.000 anni fa e ~74.000 anni fa, laddove la popolazione degli antenati da cui si è poi evoluto l'Homo sapiens si ridusse del 98,7%. Per un periodo lunghissimo di circa 117.000 anni, sopravvissero solo circa 1.300 individui fertili, portandoci a un passo dall'estinzione definitiva. A causa di questo - comprovato - rischio, assistiamo (verificato), al paradosso della nostra specie per cui (udite udite, presuntuosi razzisti), pur se oggi sulla Terra siamo miliardi, noi esseri umani moderni abbiamo una variabilità genetica incredibilmente bassa e discendiamo tutti da quel minuscolo gruppo di sopravvissuti che ha superato la stretteria del tempo. Siamo tutti imparentati e condividiamo un DNA straordinariamente simile. A quanto pare però, quanti continuano a perorare e credere nel razzismo, di questa verità scientifica non sanno che farne. La rifiutano e basta. È la società a creare la diversità sociale, attribuendo significati, valori e ruoli a determinate caratteristiche biologiche, culturali o biografiche degli individui. Quello che ci tranquillizza un poco sono le proteste nelle scuole, giacché, In ambito scolastico, continuano le mobilitazioni e le ribellioni studentesche (come quelle di quest'ottobre 2026) contro le proposte di riforma percepite come discriminatorie verso gli studenti stranieri e per rivendicare scuole definite "antirazziste e antifasciste”. Molti, oltre ad esternare razzismo, ce l’hanno con gli immigrati, dimenticando che l'essere umano è una specie storicamente e biologicamente migrante da almeno due milioni di anni. Il movimento continuo e l'adattamento ai cambiamenti climatici e ambientali sono ancora oggi i fattori fondamentali dell'evoluzione umana. Le principali rotte migratorie verso l'Unione Europea e l'Italia si dividono attualmente in tre direttrici principali, monitorate da Frontex: 1. Rotta del Mediterraneo Centrale (una delle più pericolose e ad alta mortalità nel tratto marittimo) 2. Rotta del Mediterraneo Orientale, 3. Rotte Occidentali (Africa Occidentale e Mediterraneo Occidentale). Le cause dell'emigrazione mondiale sono le stesse che hanno caratterizzato anche l’emigrazione italiana e si dividono principalmente in fattori di spinta (push factors), che costringono o spingono le persone a lasciare il proprio Paese d'origine, e fattori di attrazione (pull factors), che le richiamano verso una nuova destinazione. Quella che dispiace e ci caratterizza in Italia è la così detta "Fuga dei cervelli" (Brain drain). A lasciarci, perché non gli offriamo le possibilità cui avrebbero diritto, sono i lavoratori altamente specializzati, ricercatori, medici e ingegneri, i quali emigrano volontariamente verso Stati Uniti, Unione Europea o Giappone in cerca di stipendi più alti e migliori opportunità di carriera e qualità di vita. Per quanto riguarda le caratteristiche di studio e il livello di istruzione degli immigrati che giungono in Europa, i dati più recenti dell'ufficio statistico dell'Unione Europea (Eurostat) e del Centro di Ricerca RFBerlin mostrano che il livello di istruzione terziaria (laurea) tra i migranti sia in netta crescita dal 2017, sebbene coesista con un'elevata percentuale di persone a bassa scolarizzazione e con forti differenze a seconda del paese di origine e di destinazione. In ogni caso occorre non dimenticare che anche loro provengono dagli individui derivanti da quel famoso e verificato “collo di bottiglia” avvenuto tra 930.000 e 813.000 anni fa, per cui, dato il numero esiguo di individui in grado di riprodursi e il livello di consanguineità dei nostri antenati, non sono poi così diversi da noi. Bianca Fasano, sociologa.
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