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Il Gabbiano del Lago

di Carlo Rossi
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Pubblicato il 19/04/2017 12:24:44

Il Gabbiano del lago

 

Le ali me le ha date il tuo sorriso.

I sogni, la mia infanzia,

La felicità il Grande Lago.

Così non vorrei mai scendere

Da quest’albero paziente,

Un vecchissimo pino marittimo, credo,

Dove mi sono nascosto per fuggire al tempo;

E’ sempre stato qui a specchiarsi in questo cielo ribaltato

Credo.

Lo incontravo da piccolo quando mia madre

Mi regalava una passeggiata

Su questa riva che mi pareva incantata.

Un pino marittimo, qui, al nord,

Terra d’abeti e di faggi.

Terra di neve ed abbracci

Per chi è andato via.

Ma io l’ho amato tanto

Questo Grande Lago

E l’ho ritrovato adesso

In un sabato di Aprile

Mentre il gabbiano percorreva

Un braccio d’orizzonte e nuvole

Come un timoniere che guida tra le onde

La sua nave con sicurezza.

Musica per le mie orecchie

Quel garrire giovanile del gabbiano.

Adesso che ancora il Paese dormicchia

Come nell’acqua una pietra lucente.


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