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di Amina Narimi
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Pubblicato il 15/07/2017 23:02:30

 

                                                               Calò profonda la notte turchina.

                                                              Appena un lampo
                                                              trasse per me antiche cose,
                                                              figure dagli occhi chiusi,
                                                              e un senso largo di religione.
                                                             Non seppi fare altro
                                                             che lasciarle affondare 
                                                             di nuovo. Laggiù

                                                                

era presente un’immagine

-prima di essere vissuta-

chiara, tutta in una volta:
di Noi cresciuto discendendo,
come si va nel bosco per la legna,
a fare anima. Nella casa d’infanzia

 

ricordo vivo  il puro sapore
che si levò al mio tramonto,
con tutta la forza che avevo,
nel suo mare di fuoco, mio figlio.

E quelle parole…

< Com’è stretto qui dove ci amiamo >

Splendeva il guscio, come una ghianda

al principio della sua vita.

Divenni, a quel tempo, una madre notturna,

integrando l'ombra, per non ucciderla,

trasformata, e perfetta, da un sonno profondo?


< Un uomo da solo non può 

salvare il divino della bambina.
Per questo hai mangiato la carne

del suo fegato, in abbondanza,

dove si accumula in luce tutto il compiuto

fino all’ultima goccia di pan-kréas,

ogni carne della bellezza,

fino a guarire i tuoi occhi ;

 

non è soltanto una νέκυια-

io credo- nel caldo dell’ombelico, 

con l’anima immersa nel sacro

del rosso inesorabile. > 


Come gemelli che vanno

con piedi diversi,

uno di terra l'altro solare,
che si allungano  insieme

verso il cono più alto

 e il basso dell’ombra ? 

 

< Da un luogo inaspettato,
o da una minima fessura,
può scaturire l'acquabuona che ci sfama,
la radice di mandragola che apre

le stanze sigillate del tesoro.

Il miracolo che fa che ciò avvenga

ha nelle mani  qualcosa che brilla,

la sua ombra è quella bambina

che  cresce, in mezzo alla gola,

dove branchi di animali come un fiume
vanno verso i pascoli seguendo

il percorso amorevole del sole,

poi ripartono. > Grazie a te

 

in questa immagine,

                            più lunga della vita,

il nostro seme vola,

fra gli stessi alberi,

ad accogliere la luce.


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