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Il sonno delle piante

di Amina Narimi
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Pubblicato il 12/09/2017 22:44:52

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli uccelli in stormo o una fila di formiche

sanno che  il principio fu nel verde-

e appena al terzo giorno-

se nel becco c’è un ulivo, terre emerse,

per piantare l’ebbrezza nell’asciutto,  
e con un gesto libero succhiare
la radice con la bocca e i piedi in aria-


il tuo sesso è tenerezza sulla terra

sembra fermo, ma cammina come gli alberi -

dove un buco li ferisce viene nuovo
un ramo,  se gli  offri  la talea,
propagando il suo giardino, ancora uno,

sui viticci gli apici e i germogli.

Un chiamarsi insieme che innamora  

 

le parole più sottili delle piante

quando fanno odori in aria come rune
mostrandoti l’amore, o la paura,

dai capelli i fiori bianchi per le api

fino al rosso così amato dagli uccelli

E il nostro seme, per amore,

 

saprà andare lontano dalla pianta

all’acquabuona ?-
In qualche parte dello spazio c’è altra luce

che ogni notte accende le radici

che solleva le foglie come mani

per rendere invisibili i suoi figli,

nella stessa posizione di riposo

che avevano alla nascita i germogli-

 

con un un dito sulle labbra e gli occhi chiari

a ogni congedo  recitare una preghiera ?

 

Il sonno delle piante è un testo sacro

che s’immerge nel fiume della vita

che si corica, benevolo, ai tuoi piedi,

bagnandoli, quando tutto intorno è quiete.


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