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Dietro le porte sprangate

di Giulia Bellucci
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Pubblicato il 14/11/2017 16:40:48

Si muore ogni giorno proprio

vicino alla mia porta.

Si muore per guerre ancora

sotto un kamikaze di lucida follia.

Si muore di fame, sott’un ponte.

Si muore attraversando il mare

inghiottiti dei flutti dall’oblio.

Si muore per un’incurante 

terra che trema rombante.

Si muore anche a Natale.

 

Ma io ho sprangato la mia

porta e non vedo il dolore 

che fuori al freddo grida.

E allora cosa importa?

Qui tra queste mura 

s’inneggia al conclamato successo

e gioventù eterna e onirico sesso.

 

Si muore ma non abbiamo

ancora appeso le cetre

alle fronde dei salici*, non più

perché non vediamo le urla

non sentiamo le tue lacrime

scorrere sul tuo taciturno viso.

 

Eppur oggi già si piange

sotto accecanti riflettori

per un’amara sconfitta

ad una partita di calcio.

Ultima sofferenza che vera 

si riesce a percepire ancora.

 

 

 

* Riferimento alla poesia di Salvatore Quasimodo Alle fronde dei salici.

 

 


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