Pubblicato il 17/06/2010 14:35:06
Per te infida madre m' han detto non posso, ma il mio cuore ormai pietra, io ti scaglier addosso. Per il Male venisti a trarre in inganno, e ti consolasti a creare l'affanno. E proprio non eri com'io t'aspettavo, celavi il tuo Io e dentro tremavo. Tremavo di rabbia, non di paura, quand'ecco d'incanto mirar la radura. Doma Natura con animo fiero, di Donna ammantata su bianco destriero. Ors Cavaliere a salvarti io venni, i giorni passati son giorni solenni. Chi sei Tu io chiesi, stentando la voce, io sono colei che ti toglie la Croce. Ma io ti ricordo, le dissi pi volte: "Tu forse ricordi ferite gi tolte!" Cos come un lampo portommi al galoppo, sentendo lontano una voce, uno schioppo. Oh madre infingarda moristi d'un fiato, neanche potesti vedere il passato. Un tempo sar per tutte le cose, giustizia sia fatta che l'armi depose. Cos io rinasco a nuova venuta, con l'anima mia, paziente e diruta. Or sono chi fui, del mio cuore Sovrana, ci aspetta la vita a suonar la campana. Rintocchi di glorie e d'antichi splendori, nel mentre che il tempo cancelli i grigiori. E' questa una storia di lotte intestine, la fine raggiunse chi tocc le bambine. Son figlie del vento, arrivan dal fato, le cose pi belle che io abbia mai amato.
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