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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Uno fra tanti

di Giulia Bellucci
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Pubblicato il 04/01/2018 13:18:40

Come un granello sulla riva

non produco alcun clamore.

Non sono la Poesia
ma un verso fra tanti,
una sola nota d’una sinfonia.


Sono gli occhi incrociati
per strada o al supermercato.

Facevo ieri, proprio dietro di te

la fila alla cassa o forse ti stavo

innanzi: lo ricordi?


Sono io quella voce persa

nel fragore, portata via
dal vento impetuoso

soffocata da un singhiozzo.


Ora ricordo: ti ho incontrato
a una stazione da cui siamo
partiti insieme sullo stesso vagone

chissà verso dove e quando!


O forse fu in una Chiesa

ero seduto dietro di te
e, tu, non ti sei voltato

per il segno di pace.


E di avermi incontrato
in quella via, l’hai già scordato?

suonavo quel vecchio piffero
e c’era di fianco, non l’hai visto?
il mio cappello affamato.


E quel giorno? Non hai visto

quel cumulo di cartoni, dormivo

dove tu passavi, sul marciapiede

io ho sentito i tuoi passi tonanti

e, tu, i miei brividi di freddo?


Sono io, uno morto per mare
di cui aver paura, l’invasore

affamato di dignità e pane
o caduto sotto una bomba
ma, lo so, tu non mi hai veduto

quando sono morto su una Croce

 
fra tante!


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