Pubblicato il 16/07/2010 08:06:45
Ti inseguiamo ancora. Con la corsa anelante e rotta dei mille cani randagi sullasfalto spaccato da troppi soli. Le mascelle addentano il vuoto della nostra fatica. Abbiamo bave lente ai bordi delle bocche, labbaiare si fatto sempre pi un lamentoso addio che non vuole ascoltare le zampe che vorticano la disperazione per il padrone pi in l, di quel passo sempre pi in l. Dalle ossa invisibili si sono formate le colline e persino i monti pi alti echeggiano spesso un sibilo che tanto piace al padrone che lo crede dellaria o del sole. E quando si libra verso il cielo, sui nostri cadaveri neri poggia i piedi ignari e crudeli. E noi l, sempre l, pi indietro, per la durata di tutte le lune senza mai uno sguardo rivolto allaffannoso inciampare. Nessuno fu pi fedele di noi, nessuno con tanta costanza ti segu per essere preso una sola volta da un suono. Non troverai pi nessuno cos, padrone, Parola.
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