Pubblicato il 19/04/2018 16:01:09
Calvario di resurrezione
Poche lacrime dagli occhi pe una morte dinnocente. Ma cocente quello strazio muto e asciutto duna madre. Per volere di suo padre che apparir pu duro e ingiusto.
N una marcia daccompagno atta a sostentare i passi tra la polvere ed i sassi, colle spine conficcate, le frustate e gli sberleffi e i dolori lancinanti.
Le cadute sotto il peso, con la terra nella bocca, no una brocca, un sorso dacqua, col sudor che si fa sangue; ancorato al legno, langue, che lo pigiache lo schiaccia.
Lance, chiodi, mazze, fieleQuesto quel che ha meritato pe esser nato qual mortale, per salvare il mondo, perso, con lamor suo grande e tersofino al tragico momento.
Non affatto disperato, sta morendo, ma sereno ch la fede non vien meno, che savveri la scrittura pur se dura e tanto atroce la sofferenza in croce.
E - inchiodato - l che spira Ges Cristo per far dono duna vita - la pi santa - pel perdono dei peccati e ai suoi piedi costernati stan Maria con Giovanni.
Piange pure la natura, il ciel si oscura il terremoto. E savverte un grande vuoto mentre il corpo vien disteso nella tomba, da cui illeso se n uscito il terzo giorno.
passato dagli amici per mostrare la sua gloria, la vittoria sulla morte, e Tommaso ha...messo il dito S, son io risuscitato, come avevo gi avvertito.
Ora andate a dire al mondo tutto quel che avete visto, dite a tutti: Ges Cristo figlio vero del Dio vero per davvero nato uomo, per davvero mortoe vivo!
E da vivo mi vedete sto tornando in paradiso. Ma il mio viso ve lo lascio stampigliato in un sudario. Il perdono, anche, ho lasciato dalla croce sul Calvario.
Ma non tutti hanno credutoMa non tuti hanno capito. Peril dito non pi ammessoe beato ognun che crede. Va cercato, o ritrovato, nel tesoro della Fede!
Armando Bettozzi - Pasqua
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