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In morte di Platone

di Pietro Secchi
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Pubblicato il 21/07/2010 19:44:53

IN MORTE DI PLATONE

Si dice che il corpo fosse ancora teso
nellultimo spasmo,
che il polso con tutte le fibre
ancora accompagnasse
con la solita pervicacia
le dita sul papiro avido
di subire e le sopracciglia
aggrottate restassero intatte,
ch la vita riverente
e pudica in quellincauto abbandono
non si sent di toccarle.
Perch non era ella,
dipartendosi, che poteva
donargli quella pace
cocciutamente e ciecamente rifiutata.
E qual madre umiliata
dalla saggezza dei pi giovani,
ristette l, a contemplare
quella fronte rugosa,
quella rada chioma canuta,
fino ad assorbirne parole
che ormai uscivano lievi
senza pi contrazioni di tendini.
Si dice che nessuno entr nella stanza
e cos fu trovato fermo
comera leterno,
con lo sguardo aperto
e sorprendentemente lieto verso di lei.
Che non voleva uscire.
Non aveva pi catene alle caviglie.
La grande, lantica
era stata generata.
Suo figlio le aveva teso locchio
verso il sole.




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