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Sui ligustri ridenti

di Giulia Bellucci
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Pubblicato il 05/07/2018 17:02:10

Pareti nude intorno

e l’albero in giardino

appare spoglio, i campi: brulli e neri.

Non è questo il mattino

dell’atteso ritorno.

 

Non c’è sentore alcuno

di primavera nuova

ma quel bozzolo fiducioso attende

mentre un merlo già cova

tra siepi. Secco il pruno

 

all’occhio pare, esala

solo spine. Invisibili

le sue gemme. Rinvia ad altro tempo

i prodigi indicibili

che Natura regala

 

e canterà lo storno

e le miti formiche 

disposte in fila avanzeranno insieme 

spartendosi fatiche.

Può nel suo breve giorno  

 

chieder giusto rimborso 

dell’orribile danno

la pupa che alla schiusa non ha un’ala?

Sarà truce l’inganno

e non varia il trascorso!

 

Ma vedrai un dolce raggio

posarsi sui ridenti

ligustri che offriranno bacche ai merli.

Nei rosai rifiorenti

ci sarà gioia a maggio.

 

Esulto a beltà nuova

dopo l’inverno mesto,

alla vita che rinasce, al mistero

che ci avvolge, a ogni gesto

che in cuor speme rinnova.

 


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