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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Le cose che restano

di Franco Bonvini
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Pubblicato il 10/01/2019 21:51:54

Io non lo so dove restano le cose che non sono più,
o che semplicemente non sono.


So che riempiono spazi fatti d' aria,
li riempiono di di vibrazioni,
costringono le stelle a seguirne i contorni
e imprigionano le nuvole e altre cose dentro quei contorni.

E' così che al bosco ci sono alberi che non sono alberi
e a guardarli ti chiedi se la notte lì da soli hanno paura
o se aspettano mattina senza timori illuminati delle stelle.


E è così che ci sono cespugli di margherite che danzano al vento
su una musica inudibile,
come in un giro di valzer.
E' così che al lago gli spruzzi non entrano in una figura che brilla al sole.
Facile l' alibi dell' illusione, delle mancanze o della fantasia.

Ma poi i monti riflessi nell' acqua disegnano skyline di città mai viste
e le macchie tra il verde mostrano il mistero di volti inconosciuti.


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