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L’Uomo di Cristallo

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 08/09/2010 08:04:12

L' Uomo di Cristallo.

Ha negli occhi essenza di cose
dissonanze di tempo
visioni sterminate di campi assolati
filari d'alberi verdi e spogli
solchi profondi di piazze arate
fiumi d'orgasmo di strade affollate
frantumazione di folla
colta nell'attimo febbricitante
sul filo dei marciapiedi dove cammina
dove impazzisce.

A città automatizzate tiene scheletri d'edifici
guerre d'ombre fratricide
insoddisfazione d'amplesso
il vecchio il nuovo contrasto d'ogni tempo
davanti le chiese raccoglie povertà
della società cosiddetta avanzata
avanzi al mercato
Prevert è un cane che vaga tra i rifiuti
Boudelaire tiene aperto un ultimo banco
di fiori per tutte le stagioni
i figli del male defraudati
le madri violentate
schegge impazzite di una ultima guerra.

Riflette negli occhi contrasti connubi
raccoglie voci
ricapitolazioni del passato
storie senza senso
per assonanze metafisiche
afferra attimi impossibili da vivere
coglie umori sulla faccia della gente
le grandi scritte sopra i muri
incoerenza d'idee
ostentazione di un volere altrui
fra verticalismi incombenti
l'ultima scapigliatura di moda
gli artisti in vetrina mostrano
le ultime schifezze dell'arte cialtrona.

A sera
immerso nell'ombra che tutto nasconde
torna sui propri passi
per poi ritrovarsi da solo
annichilito e stanco
come schiacciato

dentro un Picasso.



da "La stanza dei giochi impossibili" - (1980-2000) - raccolta inedita


 

 


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