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Ebbrezza di Marzo

di Giulia Bellucci
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Pubblicato il 07/03/2019 19:09:49

È Marzo. 
S’infiltra più gentile tra le ringhiere
e i muri di cemento e fende 
le vetrine già fiorite
un raggio di sole che gradualmente diviene
più gagliardo. 

Ancora nei cortili e lungo i viali tacere pare
il platano ed il pioppo
mentre nei rosai e sul ciliegio spoglio giacciono 
trepidi 
i nuovi boccioli.

E fremono le strade. 

Ma il giallo dei ranuncoli risplende
e tripudiano
ormai di margherite i prati nelle campagne
ricreate.

Ricordi miei di altre primavere che
brillano
altrove.

E con me viaggiano
verso il tramonto.

Ma anche qui,
oggi, la stagione novella
respiro,
nel bagliore di sfreccianti
lamiere
che ferisce le pupille 
trasognate ed ingenue.

Io, cantore
del duemila
m’aggrappo 
ai rottami d’un sonetto 
cercandovi
le antiche percezioni

ma raccatto
un’ebbrezza fugace
alienandomi da inviso
mutamento.


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