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ANTOLOGIA PROUSTIANA 2019: UNA NOTTE MAGICA | partecipa
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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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di Robert Wasp Pirsig
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Pubblicato il 15/05/2019 10:48:22

 

 

(L’alba è comparsa, apparizione delle note solide: i convenuti lucidi - si riconoscono convenienti. L’alba è, perciò, contagio della luce per contorno; e poi: presa di possesso dei volumi, anche lettura, donna che si stira i capelli, quindi ingarbuglia le dita per farne trecce, le annida sulla nuca con forcine lunghe come denti di tricheco, ne fa un toupet: nero preciso, con striature ramate - o forse nervi del sole. Lei entrava da destra, lì in fondo, dove la porta è tra due colline, a destra, fronte a nord. Entrare è sinonimo di giorno pieno, superata l’aurora, cittadina di rilievo, e il buon caffè. Un gorgoglio da cucina in fermento, sopra il bricco della moka.)

 

Ciao, Matì. Sei santa, ora. Ti preferivo piena

della grazia dei figli - tu che mi chiamavi

nel dialetto dei colli, con un soffio

come si alita sulle mani per vincere

il freddo - e viene quasi condensa.

Volevi essere ad altezza di benedizione ma,

più bassa - quasi di otto dita - da vero terreno,

terrena delle più fertili - quattro orgogli

in un solo battito e altro rimasto nello stesso solco.

Ora sei c’era, della migliore forma - la memoria

ti eternerà ancora per poco: quanto conta oggi.

 

(Lei esattamente non c'era - esattamente donna, dico -, giacché per esserlo è stata giunta al padre sopra tutto. E gioca nei corpuscoli della luce e ne spezza il raggio che le è prono. Io, rintronato più dal vuoto che dal silenzio, le do corpo in tempo, a lungo per un po’.)

 

 


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