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Il nome

di Alberto Rizzi
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Pubblicato il 07/06/2019 12:44:52

Tu pensa

se sia giusto chiamare un luogo

qual esso sia

                   “terradura”

 

Così da immaginarsi inutile

ogni gesto che curi

                       apra un futuro

                 che soffio porti

alle speranze del cuore

 

così da immaginare

donne dalle cosce scoscese

                                          difficili da raggiungere

il loro ventre colmo d’uova

e che fissano dallo sfascio delle veneziane

sbilenche su facciata lasciata all’abbandono

 

e un florilegio di formiche

                                         infine

a grumo dal piede d’una pianta seccata

 

Così da immaginare un amante solitario

di vedetta lassù in alto

 

                 (se ci fosse pietà di dirupo

                 in questa terra d’orizzonte piatto)

 

nell’attesa di un nulla

che gli sia di compagnia

 

E tu allora passeresti le vie

                                 lo spazio a volte fango

che si erge a piazza

                              altovociàndo fra te e te

 

“Quale sarà il nome di quell’altro luogo, quello vivo di gente; quello il cui albergo accanto alla stazione era invece sacrosanto, serrato e scrostato agli ospiti? Ditemi il nome, il nome perdìo! Ditemi il nome!”

 

Vivono solo di ossimori

gli abitanti di questo deserto

 

ciascuno di loro solo

come un blu intenso

a filo d’orizzonte

 

 

(tratta dalla raccolta inedita

"Il mestiere e altri accidenti")


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