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Memoria dell’acqua

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 01/10/2010 17:34:26

Memoria dell’acqua
(Urubamba - Perù)

Ricordo, c’era un fiume che scorreva lento
anzi lentissimo.
E tutti scendevano giù dal treno fermo nella valle
lungo la rotaia che costeggiava la sponda sassosa.
Qualcuno prendeva un sasso lo accostava alle labbra
e poi lo gettava nell’acqua profonda.
I più s’inginocchiavano in religiosa mestizia
intenti a pregare.
O forse a snocciolare una cantilena dai poteri magici
capace di risvegliare gli spiriti ancestrali.
Altri, protèsi sul filo dell’acqua come per bere
sussurravano al fiume una supplica.
Mi dissero, di comunicare all’acqua
inenarrabili segreti.
Che li custodisse lontano, il più lontano possibile
negli alvei delle profondità nascoste.
Una donna in solitaria attesa
aspettò fin quando gli altri risalirono sul treno.
Chinatasi sfiorò con le labbra l’acqua limpida
anzi limpidissima del fiume.
E bisbigliò un messaggio, che lo portasse al suo
perduto amore.
Ovunque, disse, fin dove giunge l’arcana memoria
dell’acqua.


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