II
IL DOMANI
Erano passati sei mesi. Ada non aveva seguito il sogno di Pietro.
La semplicità di Pietro contrastava fortemente con la sua decisione e testardaggine. Erano cresciuti in contesti diversi e abitudini diverse. Non si era sentita di vivere un domani di cambiamenti improvvisi. Il viaggio era già stato una grande pazzia. Aveva dovuto mentire, girare le spalle e passare oltre.
“No Pietro. Io non posso essere felice qui, ho bisogno di certezze, della famiglia, ho lavorato a fondo per creare sicurezze, ho bisogno di serenità.”
Pietro aveva messo Ada alle strette, l’aveva messa alla prova con i sentimenti e le emozioni. Non poteva permettersi di crollare e cedere al cuore. Non si aspettava che il viaggio le avrebbe fatto battere forte il cuore, si era ripromessa di non cadere più, di tenersi forte e contare sulle proprie forze.
Si sentiva stanca oramai da troppo tempo. Nonostante avesse sempre dimostrato grande forza agli altri, si sentiva sperduta, aveva voglia di mollare tutto e tutti e di ritrovare la pace.
Gli anni l’avevano attraversata così intensamente da cancellare dalla mente sogni e speranze del passato. Aveva pensato che la pausa definitiva del covid le avrebbe portato il cambiamento tanto atteso e la svolta meritata da troppo tempo. Aveva accumulato tanti sassolini nel suo cammino che il sacco che portava sulle spalle, pesava enormemente.
Pietro non si era mai interessato al passato di Ada. Non sempre si è pronti ad ascoltare o immedesimarsi. La facciata che rispecchia il presente non è la sola parte integrante della persona e quando si inizia ad arrivare a metà del percorso di vita, tutto vira e definisce il pensiero.
Si erano conosciuti in momenti tristi. La forza e la ricerca della consolazione li aveva fatti avvicinare, vivendo il presente tra scherzo, lacrime e sogno. Ada aveva ritrovato la scrittura, un desiderio dell’infanzia mai approfondito e tenuto nascosto in un cassetto. La mente e il cuore avevano sempre scritto i pensieri, la vita aveva invece attraversato la concretezza.
Viveva di lavoro sicuro e coltivava di nascosto la speranza di riscrivere un passato carico di esperienze sbalorditive e contrastanti. Non era interessata alla competizione, alla perfezione, voleva solo lasciarsi abbandonare in un mondo magico e fantasioso.
“Perché riesco a complicare sempre la mia vita?”
Era questo uno dei pensieri che non volevano cedere alla sua mente. Ada era consapevole che la maggior parte degli errori del passato e del presente fossero dovuti alla sua debolezza e benevolenza. Il suo cuore non era mai riuscito a rinunciare agli altri, si era sempre prodigata in aiuto e aveva sempre messo a repentaglio la sua persona portando sofferenza.
“Mi sento in colpa. Non voglio far soffrire chi mi sta vicino”
Aveva ancora davanti agli occhi, le tante lacrime che familiari avevano dovuto versare per le sue decisioni e ora ritornavano alla mente sempre più presenti. Tanti sensi di colpa che risvegliavano sassolini che si pensava aver lasciato dietro al cammino trascorso.
“Avrei voluto dirti che mi dispiace ma oramai è troppo tardi.”
Ada non doveva cedere alla fragilità, doveva attraversare questo momento di debolezza.
Doveva al domani tutte le nuove opportunità ricevute. Sapeva che avrebbe scritto un giorno il libro e solo lei era consapevole della delicatezza con cui doveva essere trascritto. Rivivere ogni istante voleva dire riattraversare momenti:
“Lesta arresta e rimodula l'attimo. Smuove e decide il decorso, senza tempo in afferrato tempismo..”
Esistono momenti nella vita che portano emozioni così grandi che arrestano un decorso, presentano un termine o afferrano un istante. Ci mettono alla prova, ci mostrano il tempo, la decisione, l’azione. E’ li che capiamo. Vediamo sorvolare velocemente persone, emozioni, reazioni ma poi è la vita che dona e toglie così velocemente. Solo uno scritto può fermarne un pensiero, rendere eterna un’emozione che non ha forma, perfezione ma è lì vivida e vissuta...
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