Flora
Flora si liberava dall’afa accumulata in casa ricercando refrigerio lungo la costa. Le giornate calde calavano l’ideale torpore in riva al mare. Proprio lì, si sentiva fortunata e a suo agio. La comodità di avere una casa a breve distanza dal paradiso la rendeva raggiante e sognante. Le rocce creavano un piccolo riparo e appoggio naturale e la natura circostante regalava all’atmosfera una melodia unica.
Le onde trasportate dalla corrente inebriavano di sale la pelle, redendola secca e brilluccicante, irrompevano con selvaggia forza, sferzando a riva una ritrovata terra. I colori portavano armonia, il cielo scoloriva assolato e stanco calando al blu l’infinito giorno.
Flora aveva bisogno di pace, il pensiero accompagnava la tempesta, il vento rappresentava lo stato d’animo… solo la meraviglia regalata alla vista riportava l’equilibrio. Non era il senso di colpa ma la decisione ragionata che le scalfiva il cuore. Un senso di debolezza che avrebbe voluto sorvolare, un confine che porta una fine reale ma che diviene irreale nella conoscenza. La culla delle onde accompagnavano il suo sguardo.
“Che meraviglia!” Flora rimase per un attivo estasiata. Un delfino si era avvicinato e sembrava attirare la sua attenzione. Erano giorni che portava a riva il suo bellissimo entusiasmo. Sembrava nel suo fluttuare voler comunicare un affetto infinito, distante ma presente.
“Sei puntuale oramai…mi sembri un orologio svizzero!!” Flora si metteva a ridere. I delfini non erano una novità nelle sue zone e doveva essere oramai abituata, rimaneva sempre la bellezza dell’attesa. Un bussare che non scorda mai…
Erano passati i tempi dell’attesa, troppe poche persone rimanevano costanti nel rispettare un saluto o un ringraziamento. Oramai tutti erano presi dalle proprie vite, emozioni e amici. A chi importava di soffermarsi nel capire o osservare l’abitudinario?
Flora calava lo sguardo nel suo libro, amava contemplare leggende o ricercarle sul web. Era arrivato il tempo del relax e voleva prendersi tutta la calma attesa e meritata. Proprio la presenza del delfino le aveva fatto venire in mente una leggenda letta tempo addietro.
Alzò la testa estasiata e incuriosita.
“Non può essere!!” Parlava e meditava tra sé. Non aveva mai pensato che potesse esserci un collegamento con la presenza continua del suo amico delfino.
“Non dirmi che vieni qui per qualcun altro?” Rideva e scherzava. “Potrei anche diventare gelosa..ah! ah!”
La natura era molto verdeggiante dalle sue parti, una caratteristica della sua zona. Selvaggia e naturale ma folta e rigogliosa. Era piena estate e le fioriture coglievano solo piante salde e resistenti.
Decide di fare un giro tra le scogliere circostanti, dall’alto avrebbe avuto modo di avere una visuale più nitida. Le rocce scure tra il grigio e verde muschiato donavano un’anima che respirava nell’insperata arsura. Si fermò in contemplazione ammirando l’impensato. Dei rami discendevano come manto ricoprente su una sponda interna della collina formando una piccola oasi nascosta. Una bellezza inspiegata, il manto di una cascata di verde affiorava come magia, regalando inverosimili fiori con stami di color rosa intenso e violaceo.
“Ecco qui, lo sapevo!” Aveva letto in passato "La leggenda del cappero" ma mai avrebbe immaginato una piccola verità.
Flora si sedette in ascolto rimirando il mare in uno sguardo che portava gioia malinconica ma anche speranza nell’impensato.
Una bellezza che regnava in piccoli ed impercettibili attimi che sfiorivano e donavano un’insperata fioritura in terreni aridi e difficili. Forse era proprio questa la gioia del piccolo delfino, l’osservazione che portava splendore e ricreava bagliore in un verde che sapeva come il sale e il mare, condiva con il suo valore, unico ed intenso, piccolo infinito e imponente.
Un raggio d’amore fiorito donato alla brezza che sa di sol d’estate e mare.
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