Con la Repubblica
Al paese mio di tufo e darenaria
con la Repubblica crebbero
fra gli oleandri cremisi e rosati
le acacie straniere
acclimate in piccolo formato.
Stormivano le lunghe estati
nel piazzale le flebili ombre come di merletto
sul lastricato favoloso
che solerti operai repubblicani
avevano piazzato
sul vecchio sterrato reazionario.
Serbato il bronzo di vedetta - il reliquario-
ma rimossi gli obici che gli stavano intorno-
perse quellaria
di lutto e di minaccia.
Rimase al centro e sul fusto
il milite oscillava indeciso
se insistere a scrutare lorizzonte
o stramazzare sopra limbelle baionetta.
Alla lista della Prima
fu aggiunta quella non breve dellUltima
cos detta e ribadita
per eccesso di scaramanzia.
La domenicale compagnia dei ragazzini -
quella designata a tenere il filo del ricordo -
aveva slittamenti di memoria
scivolava sulle connessioni
della piazza e dellerma
con la storia.
Non voleva saperne di terre contese
di sangue e di croci
dignominiosi incroci
e neppur avvertiva lontano
-in un altro mondo-
darmi pi nuove
il ferale rimbombo
Intorno al monumento
-ignaro e felice-
il nugolo dei mocciosi
si limitava a farci il girotondo.
Ultima revisione: 27/02/2011 23:42:12
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