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GABRIELLA FERRI ... ’Sempre!’

Argomento: Musica

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 03/03/2013 09:45:54

GABRIELLA FERRI … ‘Ieri, Oggi, Sempre!’

‘Anche tu così presente, così sola nella mia mente ...’ , nel panorama della musica italiana e di quella romana in particolare Gabriella Ferri ha portato al nostro patrimonio culturale canzonettistico un contributo incalcolabile, non da ultimo per aver riproposto testi passati nel dimenticatoio ed altri di nuova composizione di pregevole fattura. Pur sempre sulla scia di una certa popolarità autentica, tipica della canzone romana, possiamo ben dire che la Ferri rappresenta un ‘a sé’ che la distingue dall’essere semplicemente folkloristica, specialmente quando, dopo i primi dischi di esordio come interprete delle canzoni popolari romanesche e napoletane, intraprese la carriera di ‘show-woman’ a tutto tondo, con “Stasera Cabaret”, “MazzaBubù”, “Sempre” ed altre importanti interpretazioni, impressionando, è il caso di dire, l’allora sterminata platea televisiva.

Nata e cresciuta nel rione romano di Testaccio, poi trasferitasi in via Etruria a San Giovanni, è figlia di Vittorio, un commerciante ambulante di dolci, ammiratore della canzone in dialetto romanesco. L’occasione la fa incontrare con Luisa De Santis (figlia del regista Giuseppe, celebre per 'Riso amaro') e ne diviene molto amica: insieme danno vita a un duo, con il nome di Luisa e Gabriella, che cerca di riscoprire il filo sottile che lega la canzone romana al folklore. Iniziano così i primi spettacoli, basati sul repertorio tradizionale della canzone romanesca come ‘Barcarolo romano’ e i canti da osteria come appunto erano gli ‘Stornelli romani’ ecc. Una sera, e siamo nel 1964, all'Intra's Club di Milano (in quel periodo sono ospitate da Camilla Cederna), vengono notate da Walter Guertler, che le mette sotto contratto e pubblica il loro primo 45 giri per l'etichetta discografica Jolly contenente una rielaborazione del brano popolare ‘La società dei magnaccioni’. Sempre nel 1964 le due ragazze hanno la prima esperienza in televisione, nella trasmissione 'La fiera dei Sogni' presentata da Mike Bongiorno in cui cantano 'La società dei magnaccioni' che, nei giorni seguenti all'apparizione televisiva, vende un milione e settecentomila copie di dischi, diventando uno degli inni dei giovani di quegli anni, anche se a me piace qui riproporvi i testi di alcuni 'Stornelli' tipici, la cui autenticità sta tutta nel 'sentire' umano della vera vgente romana:

“ROMA BELLA, ROMA MIA”

De li giaridini semo li mughetti
semo romani e'n più trasteverini
no pe' vantasse semo li più perfetti
cantamo tutti e semo ballerini.
Se dice gente allegra dio l'aiuta noi
semo allegri e voi sapè perché
ogni tanto na mangata e na bevuta
e tutto quanto er resto viè da se.
Semo romani, trasteverini
semo signori senza quatrini
ma er core nostro è na capanna
core sincero che nun t'inganna.
Se stai in bolletta noi t'aiutamo
però da micchi nun ce passamo
noi semo mangiatori de spaghetti
delle trasteverine li galletti.
Famo li pranzi mejio de Nerone
bevemio er vino co la cunculina
n'abbacchio in quattro credi va benone
e pe antipasto ognuno na gallina
na ciumachella che te brilla er core
che te vo bene e non te sa sa mentì
na serenata che sussura amore
me dichi amoco dove voi morì.
le milanesi con le toscane
se impareranno a parlà romano
e se diranno: <<s'annamo a beve 'n'antra foglietta>>.
La veneziana, ch'è fumantina,
la chiameremo cor nome Nina,
e le baresi e le napoletane…
lassatele passà che so' Romane!
Roma bella, Roma mia,
te se vonno portà via
er Colosseo co' Sampietro,
già lo stanno a contrattà.
Qui se vonno venne tutto
cielo sole e staria fresca
ma la fava romanesca
gliela potemo arigalà
venite tutti a Roma v'aspettamo
se dice che più semo e meglio stamo.
se dice che più semo e megio stamo.

Nel 1965 l’etichetta Jolly immette sul mercato un nuovo singolo delle ormai diventate 'artiste' che attingono questa volta al folk siciliano incidendo una loro personale versione di ‘Sciuri sciuri’ e ‘Vitti 'na crozza’, ed anche questo secondo singolo riscuote un discreto successo cui fa seguito un terzo 45 giri contenente la ‘La povera Cecilia’, una canzone tradizionale spesso cantata dai menestrelli e sul lato B ‘È tutta robba mia’, presa a prestito dallo spettacolo 'La manfrina' musicata da Ennio Morricone. Il duo però ha vita breve, a causa della timidezza di Luisa che non ama cantare in pubblico; Gabriella continua quindi da sola, incidendo anche un album apparso nel 1966. Nello stesso anno è in tournée in Canada con uno spettacolo teatrale di musica popolare per  la regia di Aldo Trionfo, assieme ad altri esponenti del folk italiano, quali Caterina Bueno, Otello Profazio e l'attore Lino Toffolo.

“FIORI TRESTEVERINI”

Quanno c'è 'r sole cò quer manto d'oro
pè tutto Lungotevere è 'na festa!
Li regazzini giocheno tra loro
le madri se li stanno a rimirà
quanta tranquillità! Ma ammalappena
spunta la prima stella: se cambia scena.
Lì sotto l'arberi de Lungotevere
le coppie fileno li baci scrocchieno...
si nun sei pratico de regge moccoli
pè Lungotevere nun ce passà!
Io m'aricordo sempre a San Lumino
cò li lampioni a gasse de 'na vorta
se dava quarche sordo a 'n regazzino
de corsa te l'annavaveno a smorzà
mò quelli posti poco illuminati
de prima sera già sò accaparati!
Lì sotto l'arberi de Lungotevere
le coppie fileno li baci scrocchieno...
si nun sei pratico de regge moccoli.

Dopo gli anni passati a Milano, torna a Roma alla fine del 1966, e approda al Bagaglino di Roma di cui diventa la cantante ufficiale; qui conosce Piero Pintucci, che diventerà suo collaboratore musicale abituale, col quale nel 1968 incide un 45 giri per la ARC, ‘È scesa ormai la sera’, che in Italia non ha un grosso riscontro commerciale. Il lato 'b' di questo singolo, ‘Ti regalo gli occhi miei’, raggiunge però i vertici delle classifiche in Sudamerica e Gabriella lo incide in lingua spagnola con il titolo ‘Te regalo mis ojos’ vendendo svariati milioni di copie. In seguito intraprende un tour nei paesi sudamericani con strepitoso successo per poi tornare a esibirsi al Bagaglino con Enrico Montesano.

Successivamente fa qualche sporadica apparizione col suo repertorio romanesco al Folkstudio di Roma, ma è una cantante già troppo nota per un locale underground e poi è già impegnata con il Bagaglino. Non disdegna comunque il beat, e si esibisce anche al Piper Clu. Dopo aver firmato un nuovo contratto discografico con la RCA Italiana, partecipa nel 1969 al Festival di Sanremo ma, nonostante presentasse, in coppia con Stevie Wonder, una bella canzone con sonorità beat e rhythm'n'blues, scritta da Gabriella insieme al padre Vittorio e a Piero Pintucci, intitolata ‘Se tu ragazzo mio’, l'artista viene eliminata al primo turno e forse per questa ragione Gabriella a Sanremo non tornerà mai più.

“SEI TU RAGAZZO MIO”

Se tu ragazzo mio
sei sempre triste e solo
non vita non aspetta
e se ne va
se prendi la mia mano
insieme correremo
verso il nostro mondo
l'amore nascerà.
I fiori sono alti
il cielo vedi è azzurro
la gente per le strade
ti sorride come me
rivedo il tuo sorriso
è nato il nostro mondo
non essere più triste
sei vicino a me.
Nasce un grande mondo anche per te
l'amore sta nascendo dentro me
la vita ti sorridere accanto a me
vedrai vedrai
nasce un grande mondo anche per te
l'amore sta nascendo dentro me
la vita ti sorridere accanto a me
vedrai vedrai.
Guarda il sole d'oro
illumina il tuo viso
qualcuno ha già capito
quanto amore che c'è in te
adesso non sei solo
un sogno s'è avverato
stringimi la mano
sei vicino a me.
Nasce un grande mondo anche per te
l'amore sta nascendo dentro me
la vita ti sorridere accanto a me
vedrai vedrai
nasce un grande mondo anche per te
l'amore sta nascendo dentro me
la vita ti sorridere accanto a me
vedrai vedrai.
Nasce un grande mondo anche per te
l'amore sta nascendo dentro me
la vita ti sorridere accanto a me
vedrai vedrai
nasce un grande mondo anche per te
l'amore sta nascendo dentro me
la vita ti sorridere accanto a me
vedrai vedrai.

Il disco comunque è un successo, e la canzone viene reinterpretata da molti altri artisti come I Camaleonti e Nada: questo spinge la RCA a pubblicare alla fine del 1969 l'album Gabriella Ferri, in cui canzoni più moderne si affiancano a brani della tradizione come ‘Ciccio Formaggio’. Il disco segna un passo importante nella vita di Gabriella anche per il tentativo di creare una nuova canzone romanesca che si riallacci alla tradizione: emblematiche in questo senso sono ‘Sor fregnone’, scritta dalla Ferri su una musica di Vittorio Nocenzi (il tastierista del Banco del Mutuo Soccorso), e ‘Sinnò me moro’, canzone scritta nel 1961 dal regista Pietro Germi su musica di Carlo Rustichelli per il film 'Un maledetto imbroglio' e cantata dalla figlia di Rustichelli, Alida Chelli (Gabriella l'aveva già incisa nel 1963 con Luisa De Sanctis).

Nel corso degli anni si appropria delle canzoni, vecchie o nuove non importa, che le danno la possibilità di costruire dei veri e propri numeri, quasi delle «macchiette», nelle quali però non c'è imitazione dei vecchi artisti napoletani ma il filtro di una personalità esuberante e irrefrenabile: così ‘Dove sta Zazà?’, che nel dopoguerra era stata il simbolo dell'Italia dissolta (Dove sta Zazà/Uh Madonna mia) tornava a essere nella sua interpretazione un brano intriso di perfidia e di amarezza, lo stesso fa con ‘Ciccio Formaggio’, vecchio brano cantato da Nino Taranto. Negli anni '70 aumentano le sue apparizioni in televisione: una serata speciale le era stata dedicata nel 1971, 'Questa sera... Gabriella Ferri', e verso la metà degli anni settanta aveva condotto per la televisione anche i varietà 'Dove sta Zazà' (1973), che prese il titolo dal motivo di successo che aveva contribuito a rilanciare, il 'Circo delle voci' (1974) e 'Mazzabubù' (1975).

Dopo l'esperienza televisiva di 'Giochiamo al varieté' (1980) e l'incisione di un disco con alcune canzoni scritte per lei da Paolo Conte (Gabriella, nel 1981, con la celebre 'Vamp'), si trasferì per qualche tempo negli USA, lasciando televisione e cabaret per dedicarsi unicamente alla musica. Rientrata in Italia nel 1987 incide la sigla del varietà televisivo 'Biberon'. Le sue due ultime uscite artistiche di rilievo avvengono nel 1996 al Premio Tenco di Sanremo dove si esibisce con la Piccola Orchestra Avion Travel e nel luglio del 1997 con un concerto a Parco Celimontana a Roma (inclusa nella manifestazione 'Voglia Matta Anni 60') davanti a 7.000 spettatori (se ne aspettavano un migliaio). Ancora nel 1997 incide l’album, 'Ritorno al futuro', poi il ritiro definitivo dalle scene, anche a causa di ricadute nella grave depressione che la tormentava a fasi alterne da anni; a parte qualche sporadica apparizione in spettacoli televisivi, scelse di condurre vita ritirata.

La sua ‘conferma’ in ambito internazionale avvenne però con un album dal titolo ‘Remedios’ (1974), titolo della canzone omonima contenuta nell’album, che vedeva Gabriella impegnata in brani senza età che facevano parte del patrimonio tradizionale dei paesi dell’America Latina, dalla Spagna a Cuba, al Messico e di ritorno all’Italia: ‘La paloma’ (testo e musica di Sebastiàn Iradier; ‘Grazie alla vita’ (testo italiano di Gabriella Ferri; testo originale e musica di Violeta Parra; ‘Cielito lindo’ (testo e musica tradizionali messicani), ‘Remedios’ (testo e musica di Gabriella Ferri), ‘La Malaguena’ (testo di Pedro Galindo; musica di Elpidio Burgos Ramirez; ‘La Cucaracha’ (testo e musica tradizionali messicani, ‘Semo in centoventitré’ (testo e musica tradizionali); ‘Nina, si voi dormite’ (testo e musica di A. Marino e R. Leonardi; ‘Canto de malavita’ (testo anonimo, musica di Gabriella Ferri; ‘E dormi pupo dorce’ (testo e musica di Gabriella Ferri); ‘Fiori trasteverini’ (testo e musica di Romolo Balzani); re-interpretati con enfasi nuova, e calibrate negli arrangiamenti da Maurizio e Guido De Angelis tendenti a valorizzare il timbro personale e le potenzialità canore dell’artista.

“REMEDIOS”

Remedios, niña pequeña, chiquita, hermosa, preciosa
Linda niñita quedada así, sentada en la orilla del mar
y las manos llenas de perlas
el sol en tu frente y en la sonrisa
blanca orquidea, alma y paloma
y la alegría, tú cantas consuelo,
tú cantas esperanza, tú cantas remedios,
espera que un día yo pueda decirte:
"te quiero pequeña, chiquita, preciosa,
hermosa, piccola, piccola, piccola, piccola, pico, pico, pico..."
Tu historia, una vez, nos la contó,
dios, tu hermanito con su guitarra,
tú estabas dormida baja la luna,
tú estabas feliz, pequeña Remedios,
espera que un día yo pueda decirte:
"te quiero, pequeña, chiquita, preciosa,
hermos, piccola, piccola, piccola,
piccola, pico, pico, pico..."
El sol en tu frente y en la sonrisa,
blanca orguidea, alma y paloma
y la alegría, tú cantas consuelo,
tú cantas esperanza, tú cantas remedios
espera que un día yo pueda decirte:
"te quiero, pequeña, chiquita, preciosa,
hermos, piccola, piccola, piccola,
piccola, pico, pico, pico..."

Il suo testamento spirituale è rintracciabile nella lunga raccolta di ‘Canti DiVersi’ dove, tra ritmi jazz, tanghi e flamenchi, con un incedere interpretativo e voce struggente che ricorda da vicino Amália Rodrigues (Coimbra), interpreta canzoni sue e di autori celebri come Paolo Conte nell'autoironica 'Vamp', Luigi Tenco 'Lontano lontano', Ennio Morricone 'Stornello dell'estate'. Ma ancor più in brani come ‘Una donna sbagliata’, ‘Sono partita di sera’, ‘È scesa ormai la sera’, una commovente ‘Via Rasella’: ("Via Rasella, Via Rasella t'hanno messo a pecorone ... maledetto sto' dolore ..."), e un altrettanto struggente ‘O sole mio’. Nel 2007 la sua canzone, ‘Remedios’, viene inserita nella colonna sonora del film ‘Saturno contro’ di Ferzan Ozpetec, e nell'album omonimo pubblicato nel Marzo 2007.

Ebbene, va qui detto che la popolarità raggiunta da Gabriella Ferri altro non fu che il riconoscimento oltre che della sua voce originalissima, di un saper sfruttare certe qualità di attrice teatrale drammatica, precipue del mimo e del clown, e che sono proprie dell’interpretazione ‘partecipata’ di ogni artista autentico. Chi non rammenta alcune sue apparizioni televisive in cui l’interprete era tutt’uno con il personaggio rappresentato, autentico perché sincero, non costruito a tavolino o dietro la macchina da presa. Era quella infatti la Gabriella più veritiera, graffiante e ironica che tutti conoscemmo in quei giorni, uscita clamorosamente allo scoperto dopo un successo di pubblico clamoroso che l’aveva sommersa di applausi a tal punto che, a un certo momento, si trovò costretta a interrompere con un suonante e altrettanto commosso “… e vammoriammazzati!” tipico, quanto bonario intercalare romanesco, che secondo l’inflessione, significa anche apprezzamento per il tripudio ricevuto.

Le canzoni cantate da Gabriella Ferri arrivarono sulla bocca di tutti, grandi e piccini, che ne ripetevano i ritornelli più conosciuti. Ed erano canzoni quelle che talvolta riemergevano dagli antichi canti di barcaioli, di carcerati, di morti ammazzati, ma anche di sincero amore per l’amato/a, per la città che le aveva dato i natali, quella Roma cui Gabriella Ferri amava fino allo stremo delle sue forze, e che infine, quando giunse a non riconoscerla più, preferì lasciare, esiliandosi in completo abbandono, fino alla fine ai suoi giorni.

Qualche benpensante del bel canto la definì una voce audace, a volte sfacciata, a significare ‘senza vergogna’. Ma di che si sarebbe dovuta vergognare Gabriella Ferri, del suo essere popolare? Del suo essere donna? O del suo essere ‘diversa’ da tutte le altre che, in certi casi senza arte né parte, in quegli anni riempivano la scena musicale italiana? Erano quelli alcuni degli appellativi che pure si era involontariamente accaparrati, ma noi oggi, a distanza di anni, dobbiamo riconoscergliene soltanto uno: ‘BRAVA’, scritto a lettere maiuscole, anche quando lasciava andare la ‘voce’ giocherellando con le note, qua e là andando fuori tempo con qualche gorgheggio in più del dovuto, ma che rientrava nella sua personalità canora e che Gabriella istintivamente inseriva, allo stesso modo che fossero vecchie canzoni o di nuova e originale composizione, e che le permettevano di mettere a fuoco quella commozione e quella gioia tipiche delle persone semplici, dei cuori infiammati dalla passione e dalla profonda umanità che l’animava.

È Gabriella stessa a fornirci la chiave della sua popolarità derivata dalla sua personale convinzione: “…che certe canzoni, siano esse d’origine araba, gitane, sudamericane, napoletane, romane, hanno tutte una comune matrice sanguigna, popolare e umana, che si ritrova nelle modulazioni della voce, di poca limpidezza, talvolta violenta, aggressiva, oppure dolce e melodiosa, come fossero un unico canto” – come disse durante l’intervista cui fa riferimento l’articolo da cui è tratta, e in “Super Sound” del 24 giugno 1974.

Al limite includo, (e rischio grosso nell’affermarlo), che la sua voce può essere simbolicamente paragonata alla stessa famiglia musicale del ‘blues’. Sto forse esagerando? È possibile, anche se il mio non è un commento musicalmente colto, ma viene da una certezza emozionale che mi porto dentro. Infatti credo fermamente che Gabriella Ferri sentisse e volesse cantare tutto ciò che amava davvero, per cui merita il nostro più sincero “BRAVA!” gridato con entusiasmo e il nostro applauso. E che per questo ha saputo conquistarsi nel pur piccolo spazio del nostro cuore un unanime quanto lusinghiero ‘sempre!’.

“SEMPRE” - (testo Mario Castellacci, musica Franco Pisano)

Ognuno è un cantastoria
tante facce nella memoria
tanto di tutto tanto di niente
le parole di tanta gente.
Tanto buio tanto colore
tanta noia tanto amore
tante sciocchezze tante passioni
tanto silenzio tante canzoni.

Anche tu così presente
così solo nella mia mente
tu che sempre mi amerai
tu che giuri e giuro anch'io
anche tu amore mio
così certo e così bello.
Anche tu diventerai
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più
come un vecchio ritornello.

Anche tu così presente - sempre
così solo nella mia mente - sempre
tu che sempre mi amerai - sempre
tu che giuri e giuro anch'io - sempre
anche tu amore mio - sempre
così certo e così bello.

Anche tu diventerai
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più
come un vecchio ritornello
che nessuno canta più.


Albums:
• 1966: Gabriella Ferri (Jolly LPJ 5072)
• 1968: Roma mia bella (Joker SM 3040)
• 1969: Roma canta (Joker SM 3041)
• 1970-06: Gabriella Ferri (RCA Italiana PSL 10463)
• 1970-10: ...Lassatece passà (RCA Italiana PSL 10480)
• 1971-11: ...E se fumarono a Zazá (RCA Italiana PSL 10515)
• 1972-05: L'amore è facile, non è difficile (RCA Italiana PSL 10534)
• 1972: Gabriella, i suoi amici...e tanto folk (Amico ZSKF 55083)
• 1973-05: Sempre (RCA Italiana DPSL 10588)
• 1974-04: Remedios (RCA Italiana TPL 1-1046)
• 1975: Mazzabubù (RCA Italiana TPL 1-1162)
• 1977: ...E adesso andiamo a incominciare (RCA Italiana PL 31281)
•1977: ...E adesso andiamo a incominciare (RCA Italiana PL 31305 con i Pandemonium)
• 1981, Gabriella (RCA Italiana PL 31595)
• 1987: Nostargia (Fonit Cetra LPX 184)
• 1997: Ritorno al futuro (Genius/BMG Ricordi 74321 487092
• 2000: Canti diVersi (Rossodisera/EMI Italiana RDS 20005)


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