Da come l’agapanto s’è spezzato
sotto il tiro di venti contrastanti, ho compreso.
Non sono più nel tuo pensiero
ho avvertito freddo sul camino
dove l’ardente ciocco scoppiettava
ma ciarlava d’altro distraendomi dal filo
dove i piedi erano avvezzi
tra cielo e terra a rimirar le stelle o forse
ad aspettar l’antica manna,
promessa che era vita, ora vana.
Sono nel vuoto
Eppure, non so andare molto lontano
dalla terra mai vista di cui tessi le lodi.
E come l’onda sfioro rotondità di scogli
per dare un senso alla mia asperità
Eppure, non so cambiare direzione
al punto cieco d’un sentiero,
stop di progetti e sogni
né riconoscermi in errore
per ogni sbaglio o sbavatura di colore.
T’ho visto faro quando eri mistero
e del tuo pensiero ignoravo la tenacia.
Fu atto di fede buttarmi a capofitto
nei tuoi occhi, oceano e terra,
gli unici a parlare un verbo muto
finché l’oscurità ha detto basta,
rossa d’invidia per una luna ingorda,
beffarda e irraggiungibile,
per verdi promesse scomparse premature
e limbi che mai sono stati un peso.
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Rosetta Sacchi, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.