Non v’è traccia di sillabe-silenzi,
sconnesse sfumature,
pensieri- libellule,
suoni zittiti dal frastuono.
Carta stropicciata, il nero seppia,
come fumo del mai letto,
nasconde il petto l’immagine
prediletta di un altro io,
nel fuoco gelo d’un cuore inesplorato,
dentro inverni gerle
traboccanti di promesse.
I miei rami senza addobbi
dolgono ad ogni nodo,
bramano innesti.
La luna faro su manichini nudi
dietro le vetrine, in attesa
del cambio stagione, dopo i saldi.
A domandarsi(mi) se la vita è un respiro
o un naufragio in acque cielo,
il peggiore inganno,
prima della bolla.
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