IL LIBRO E LA STORIA
Mobili scuri, i muri disadorni,
sul comodino accostato al letto
una lampada senza paralume
che a fissarla per sbaglio abbagliava
e tutto intorno era un pozzo d’ombra.
Io leggevo per te che con la mano
messa di taglio ti schermavi gli occhi,
e intanto la mia voce dava suono
a parole che non erano mie.
Tu sdraiata, la testa sul cuscino,
il corpo stretto contro la parete
per farmi un po’ di spazio, io seduto
di fronte a te con le tue ginocchia,
a farmi insieme da appoggio e confine.
Leggevo lento ed esultavo piano
solo perché potevo starti accanto.
Non so chi eri né cosa provavi,
se ascoltavi me o solo il libro,
se ti annoiavi e non vedevi l’ora
che qualcuno chiamasse per la cena.
Certo eri bella, dio, quanto eri bella
ma io chi ero, cos'ero ai tuoi occhi?,
E era quello, davvero, l’amore?
È passato del tempo e non ricordo
né il titolo del libro né la storia.
QuinGen26
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