Pubblicato il 20/05/2026 14:43:08
Ho amato il tepore della notte e temuto le convocazioni del giorno, i suoi percorsi di asfalto, gli sguardi brevi di chi si ritrova perduto in un nome, pronunciato con grido o sussurro. Ho temuto il frastuono della quietitudine, nel silenzio dei morti, la loro seduzione, le loro foto e le loro date, il ricordo che sconvolge le pietre e scava le ossa nei nomi, nell'ora che, gravida di memoria, partorisce le luci e le ombre di un tempo che fu noto al sapere.
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