Alle volte
un riflesso da vetro d’auto
fuori
faceva nascere lampo
nel dentro alla mia stanza
alle volte
sotto un acquerello inquieto di grigi
i lampioni rimanevano comunque eretti
nel vento forte del mattino
che li oscillava divertito
Qui
in quest’occhio di ciclone
che è però quiete in quiete assoluta
questi ricordi
portano simultanei lampi di visione
e anche un gusto lontano di suono
in un “allora”
il cui tempo qui non ha senso
oscillava divertito i miei pensieri
un fòrtevènto tutt’attorno a loro
mentre anch’io rimanevo a bilico nelle ansie
nelle mani altrui
in cammini sghembi
come sono tutte le poesie
nel chiuso di porte
scorrevoli come in una prigione
! Quanto bramavo
pur da dietro una coscienza vera
questa luce che nutre
il non esistere al mondo più
(Tratta dalla raccolta inedita
“In exitu”)
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