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I giorni del vento

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 20/03/2011 08:18:55


I giorni del vento

s’accendono
di volti sconosciuti le notti
lontane opache
reminiscenze d’ombre
la dove tinnano i ricordi
passano
il vecchio scalcinato borgo
le voci sommesse della gente
di un venditore ambulante
l’impagliatore di sedie
la processione santa
suona la banda
sventolano gli stendardi
alle finestre aperte gli arazzi più belli
musica del tempo
il coro degli angeli intorno al Santo
le grida levate all’albero della cuccagna
le pentolacce
il gioco delle bocce

Mario Ugo Alberto Claudio Domenico
volti amici alle finestre della vecchia scuola
campi assolati
strade ove trascorsero
i giorni del vento
ricordo di corse sui prati
le fratte di more un po’ rosse un po’ nere
a colorar le labbra accese
le mani dei bimbi
e il nostro richiamo
eccomi a raccontare storie
che in parte avevo già dimenticato
quasi racconti del tempo
in cui la mano fuga
un’ultima illusione o forse una speranza
cerco fiori che non appassiranno
farfalle amiche per la festa della pace
non ho trovato primule
solo un ultimo cavolfiore
e un messaggio da lasciare alla muta gente:
reinventare bisogna un paese innocente.


da "La stanza dei giochi impossibili" - (1980 -2000) - raccolta inedita






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