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L’equivoco

di Michele Rotunno
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Pubblicato il 24/01/2011 19:52:19

Che serata quella del tredici agosto per noi interisti, battere il Milan e la Juve e vincere il trofeo Tim, una serata iniziata bene ma finita in modo piuttosto strambo.
Non volevo parlarne ma, alla fine, preso il coraggio a due mani lo faccio, senza omettere nulla. In fondo non successo niente, a patto che quanto vi racconto resti confinato tra noi. Lo avete giurato? Bene, allora ecco a voi la cronaca di una giornata a dir poco insolita.
Le premesse risalgono ad una decina di giorni prima quando Giulio, il mio medico di famiglia, un buontempone che avete gi avuto modo di conoscere, lancia lidea di andare a Bari per vederci il trofeo Tim 2010. ovviamente lidea piace a tutto il gruppo, alias le altre due persone del famigerato quartetto degli ex compagni di scuola (Asilo. Elementari e medie), tutti patiti interisti.
Per Antonio, il meccanico che in passato si sobbarcato trasferte anche lontane, come quella a Madrid per la finale di coppa campioni, quella di Bari una scampagnata fuori le mura e per Rocco, consulente finanziario, lidea addirittura superba.
Ragazzi, lo sapete che ho ancora un bilocale in via Roma? Dopo la partita ci prendiamo delle pizze a ce ne andiamo a casa mia. Ripartiamo sabato mattina con calma, che ne dite?
Giulio, come al solito quello che non si tira mai indietro e propone tutte le trasgressioni possibili immaginabili tanto che per la precariet delle sue coronarie lo chiamiamo Cuore Matto, propone addirittura di ritornare la domenica pomeriggio.
Tanto lindomani della partita sabato e non si lavora, poi viene la domenica e quindi
Uhm, mica fesso Cuore Matto! commenta Antonio, poi rivolto a Rocco, il padrone di casa chiede se si pu fare. Risposta secca ed eccitata C bisogno di chiederlo?
E vai! Alla grande! Fioccano i preparativi, ovviamente di tipo coniugale , che vengono accettati con mugugni, direi quasi di sollievo. Cos questi quattro rompiscatole si tolgono dai piedi! lunanime consenso. Ho dei dubbi sul liberatorio consenso se avessero immaginato quanto sarebbe accaduto, ma che poi non accadde. Ma non anticipiamo.
La serata di venerd, quella calcistica, and liscia come lolio, cos come doveva andare. Ci siamo divertiti a vedere i nostri beniamini giocare bene e vincere il trofeo e, infine, dopo aver acquistato quattro pizze ben farcite di ogni condimento, ce ne siamo andati a casa di Rocco. A mezzanotte e mezza avevamo finito di cenare. Considerazione: nessuno ha sonno ma non si ha nemmeno voglia di uscire. Farlo a Bari di notte pu non essere piacevole. Riflessione: cosa facciamo per ingannare il tempo? Trovata geniale (Antonio) perch non telefoniamo a.
A.. chi? gli chiediamo in coro.
Ma come a chi? A una di quelle che.
Quelle che.?
Oh ma siete tutti scemi? A quelle che vengono a servirti a domicilio, no?
Vuoi dire a una Escort? chiede Giulio, gi con gli occhi bramosi.
Tu statti calmo, che vogliamo portarti indietro intero dice Rocco e intanto approfondisce.
Ammesso che a chi chiamiamo? Tu hai qualche numero?
Accidenti ma siete nati ieri? Basta prendere un giornale e spulciare lelenco
Beh, se lo dici tu che sei un esperto di queste cose..
Chiss quante volte lo ha fatto il vecchio porcone affermo strizzando locchio.
Lultima era una madrilena di Madrid
Idiota se era madrilena per forza di Madrid doveva essere o no? commenta Rocco.
Ci sono anche le madrilene di provincia, cretino. Quella era di Madrid, Madrid. Chiaro? risponde cantilenando Antonio.
S, era spuntata fuori dal Manzanarre! ridacchio io.
Era per caso il cinque maggio? chiede di nuovo Rocco.
Beh, sentite, mi avete rotto. La facciamo o no questa telefonata?
Ok, falla, vediamo cosa sai fare. Affermiamo in coro.
Per prima cosa Antonio prende un vecchio quotidiano trovato in casa, assicurandosi che non lo fosse di qualche anno, per non fare brutte figure, e dopo scorso lelenco degli annunci improvvisamente esclama euforico di averlo trovato.
Coshai trovato di preciso? Chiede Giulio.
Lindirizzo che cerchiamo. Ragazzi questa fa proprio al nostro caso
Su, leggi cosa dice!
Ecco: << Animalista esperta offresi per terapie anche domiciliari >> Capito? Questa fa anche le cose pi scabrose spiega tutto eccitato Antonio.
Scusa, da dove lo deduci? chiede dubbioso Rocco.
Animalista esperta, non ti dice niente? Offresi anche a casa, che vuoi di pi, che ti faccia anche la descrizione dei lavoretti?
Nessuno gli risponde, in effetti siamo degli scolaretti al suo cospetto, avevamo sempre avuto il dubbio che tutte le trasferte fatte con gli Interclub fossero state solo per il piacere corporeo. Anche perch ad ogni ritorno la cronaca della partita era pi veloce della sintesi di Rai Tre mentre quella dei piaceri durava anche delle settimane. Ci guardiamo lun laltro senza sapere cosa obbiettare, ammesso che le nostre coscienze avessero di cha farlo. Eravamo tutti gi peccatori in pectore.
Ok, allora chi chiama? Lo fai tu? gli chiede Rocco, piuttosto titubante. Noi pensavamo a un probabile imbarazzo intimo invece quello si preoccupava del buon nome del suo bilocale. Antonio, allora, senza farselo ripetere, materializza nella mano il cellulare e compone il numero della porcona dagli istinti bestiali, come dice lui.
Pronto? Ehm, signorina, buonasera inizia lui mentre in sottofondo Giulio bisbiglia cictuci.. facendo il verso ad una vecchia canzone di Jonni Dorelli degli anni sessanta. Ma Antonio non lo sente e continua.
Ecco, signorina, noi abbiamo letto il suo annuncio ecome? Quanti siamo? Beh siamo in quattro, perch ci sono problemi per lei. Ah, vista lora sarebbe,, impegnativa beh, dipende dalla sua bravura Come dice? Se sono tutti della stessa grandezza..?... un attimo per favore e messa una mano sulla cornetta si rivolge a noi dicendo:
Questa vuole sapere quanto labbiamo grosso? Che gli dico? ci informa strabiliato.
Come sarebbe? Si fa pagare per la lunghezza? chiede sconcertato Rocco.
Dov un righello? esclama eccitato Giulio, provocando grasse risate strozzate.
Un momento intervengo io non ha detto lungo, ha detto grosso. E diversa la questione.
Gi vero conferma Antonio, che togliendo la mano parla di nuovo alla cornetta Ehm, signorina.. Riprende imbarazzato mentre Giulio canticchia sommessamente << buonasera.cictuci >> mentre io e Rocco ci mettiamo le mani davanti alla bocca per reprimere le risate.
Signorina ripete Antonio che questa volta ha sentito Giulio e lo guarda in tralice lei capir che non facile ne attendibile una misurazione fatta cos allimprovviso come dice?...
A quel punto Rocco, gesticolando, fa intendere ad Antonio di inserire il vivavoce. Questi, facendo segni di aver inteso preme un tasto giusto in tempo di ascoltare la signorina dire
.. per cos dire avvolgendolo nel palmo della mano e constatarne la grossezza, almeno indicativamente. Sa per la scelta degli strumenti idonei
Ehhh?, ci guardiamo lun laltro a bocca aperta mentre Giulio con la mano aperta messa in orizzontale allaltezza dovuta mimando di soppesarlo fa ampi cenni di soddisfazione. A questo punto mi viene spontaneo, rivolgendomi ad Antonio, portare lindice allaltezza della tempia e battercelo pi volte. Lui capisce e con una scrollata di spalle ci fa intendere che ne sa meno di noi. Poi parlando ancora al telefono tende di saperne di pi sul caso, prima per minacciando con la mano Giulio a non rifargli il verso canticchiando.
Ecco, signorina, ma proprio necessario fare questa misurazione? chiede quasi implorando.
Ebbene s, serve per stabilire la tariffa risponde lei con tono deciso mentre noi, trasecolati (anche Giulio) incassiamo la nostra virilit nelle spalle.
La tariffa? Perch lei si fa pagare per quello? chiede disperato Antonio.
Ma s. fondamentale, come devo ripeterglielo. Senta, facciamo cos, lei li ha davanti?
S, certo, sono tutti qui davanti a me, perch cosa dovrei fare?
Allora mi dica, quanto sono pelosi?
Co co come? Come dice, scusi? balbetta Antonio mentre stiamo tutti a bocca aperta meravigliati.
Si, le chiedo. Sono pelosi? Antonio, che ormai boccheggia peggio di un pesce fuori dallacquario, non sa pi a quale santo voltarsi facendo un ultimo tentativo di chiarimento.
Scusi signorina chiede senza laccompagnamento ironico di Giulio che, per la sorpresa, non ha badato affatto a ripetere il ritornello non capisco cosa intende dire. In che senso devono essere pelosi?
Ma come in che senso? Sono tutti ispidi e a pelo corto?
A pelo corto? Ispidi? Signorina, francamente non capisco
Mi scusi lei, ma come pretende che le applichi una tariffa senza le necessarie indicazioni. Non mi ha nemmeno detto per quanto tempo intendete servirvi delle mie prestazioni
Ah, beh, su questo s, diciamo una mezzora a testa, va bene? afferma Antonio, confortato dai nostri assensi. Finalmente un argomento che conosciamo bene. Per come sono difficili queste Escort di citt!
Mezzora, per cos poco. Dovrei scomodarmi per tanto?
Perch lei cosa proporrebbe?
Un periodo di almeno una settimana, sarebbe il minimo! Questa volta siamo davvero sconcertati.
Una settimana?, no, non possibile domani dobbiamo ripartire. Siamo solo di passaggio, sa per le partite del trofeo Tim.
Perch non erano sufficienti quelli statali?
Quelli statali cosa? chiede Antonio mentre un dubbio comincia a insinuarsi nelle nostre menti. Ma a chi abbiamo telefonato?
I reparti cinofili, no? afferma pi che scocciata la voce.
I repar, cosa? Che centrano i cani adesso? chiede stupefatto Antonio.
Ma allora perch mi avete chiamato? il tono ora abbastanza irritato.
Mi scusi lei, ma che mestiere fa? ormai chiaro a tutti che si tratta di un equivoco e Antonio, alquanto sollevato, riprende sicurezza nella voce.
Mestiere? Ma come si permette, io sono una professionista seria. Sono animalista terapeutica io, per chi mi ha preso, cafone che non altro? e al colmo dellirritazione ci sbatte offesa il telefono in faccia.
Dopo un momento di indiscutibile smarrimento in cui ci guardiamo increduli un sorriso liberatorio si impadronisce di noi e piano piano si fa largo dalle viscere fino a sbellicarci dalle risate.
Sfiorando pi volte la tragedia con le risate incontrollate abbiamo passato tutta la notte in piedi. E quando sembrava tutto acquietarsi ecco che nel silenzio pi assoluto riemergeva dapprima un piccolo sussulto, poi un brontolio mal controllato e infine di nuovo la sghignazzata con tanto di lacrime, tanto irrefrenabile quanto contagiosa.
Beh, quello stato di ilare delirio durato per tutta la notte e, ancora, come uno sciame sussultorio, per tutto il giorno successivo. Ancora oggi, evitiamo di incontrarci in pubblico per paura di riaccendere le sopite braci della risata.


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