Pubblicato il 01/04/2011 17:18:15
Devo ammettere che appena messo piede sul sicuro poggio tirai un bel sospiro di soddisfazione, non da tutti i giorni infatti che un sessantenne pensionato dopo una intera vita vissuta tra i banchi di un liceo con le poche escursioni alla ricerca di funghi si possa improvvisare un Indiana Jones o un pellerosse mohicano. Compiaciuto rivolsi lo sguardo alle mie spalle e la vista dello strapiombo appena oltrepassato mi riemp di orgoglio. Sinceramente in quel momento non pensai affatto che in giornata avrei dovuto rifare la stessa strada per il ritorno. Mi concentrai invece sul luogo in cui mi trovavo. Il terrazzamento era lungo una cinquantina di metri e largo mediamente due, con punte di tre nella parte centrale, quella davanti laccesso alla grotta. Proprio in quella zona vi era lorigine del fumo, dovuto alla bruciatura di un mucchietto di foglie e sterpaglie in parte secche e in gran parte ancora verdi e umide. Al centro dello spazio, quasi a mezza distanza dalla grotta era stato improvvisato un braciere fatto di pietre disposte a semicerchio e in quellincavo erano state deposte le foglie. Non molto lontano dallimprovvisato focolaio vi era un grosso mucchio di sterpi e foglie che, poco alla volta, sicuramente venivano usate per alimentare il fuoco. Ovvio che in quelle condizioni il fumo che ne scaturiva fosse grigio, quasi bianco, e per la quasi mancanza di vento si innalzava alto nel cielo come una colonna bianca. Aguzzando lo sguardo riuscii a notare oltre il fumo una indistinta sagoma umana accovacciata per terra e con le spalle poggiate ad un grosso arbusto, di quelli che spuntano miracolosamente anche dalle rocce. Prima di avvicinarmi lanciai un rapido aguardo ai dintorni, alla mia destra il magnifico panorama che spaziava sulla sottostante valle e le basse colline, qualche centinaio di metri pi sotto, oltre una mezza dozzina di altri terrazzamenti si riusciva a intravedere un vecchio ovile in muratura e da esso un cavo nero che superando la distanza arrivava fino allarbusto e da l entrava nella grotta attraverso una fessura tra le pietre a secco della parete. Ricordai allora come oltre venti anni prima il barone Pizzuto ave provveduto a portare quel cavo elettrico dallovile alla grotta dicendo che doveva servire per le eventuali luminarie della ricorrenza di san Guittone. Essendo il santo mai stato ufficializzato dalla Chiesa la festa non era mai avvenuta e lelettricit mai adoperata. Ritornai a interessarmi di quella figura umana e con prudenza iniziai ad avvicinarmi. Fatto pochi passi sentii una voce ben chiara e tenorile e altrettanto ferma che mi incoraggiava senza tentennamenti. Venga, venga senza alcun timore, venga ad accomodarsi qui, sar sicuramente stanco, immagino, hehehe, ha scelto una brutta strada per arrivare fin qui disse in tono gentile e garbato e, soprattutto, in perfetto italiano. Mi avvicinai allora pi speditamente e intanto ebbi modo di osservare meglio il mio interlocutore. Pian piano le sue forme si facevano pi distinte, era un ometto magro e alto forse un metro e sessanta, almeno tanto appariva stando seduto. Ci che impressionava era tutto linsieme, aveva una lunga barba bianca e altrettanto lunghi capelli che fuoruscivano da uno strano berretto, pi tardi ebbi modo di constatare fosse un vecchio cappello a cui era stata tolta tutta la tesa, ormai sembrava pi un copricapo arabo. Labbigliamento era costituito da un paio di jeans straconsumato e sfilacciato da pi parti, che sicuramente avrebbe fatto linvidia dei giovani moderni che li comprano apposta cos, un paio di scarponi da alta montagna dal colore indefinito legati con dello spago al posto dei lacci, una vecchia consunta camicia di flanella a quadroni blu e rossi sotto la quale si intravedeva il bordo giallastro di una maglia intima di lana. Sopra la camicia una vecchia e deforme giacca di velluto dal bavero alzato e abbottonata sul davanti dallunico bottone visibile. Le tasche rigonfie allinverosimile di noci raccolte e non aperte, notai infatti che ogni tanto luomo ne estraeva una e con un piccolo temperino lapriva e mangiucchiava poco alla volta con i pochi denti di cui ancora faceva sfoggio nei suoi smaglianti e dolci sorrisi. Quando fui a pochissima distanza da lui si alz con sorprendente agilit e allungando la mano strinse energicamente la mia, dopo averla quasi coattamente afferrata. Buongiorno, ma prego si accomodi disse di nuovo indicando una pietra liscia e piatta poco distante. Risposi sorridendo di circostanza e accogliendo linvito mi accomodai alla meglio. Non ha avuto alcun problema a superare quel balzo? mi chiese gioviale. Non molto, non soffro di vertigini Beato lei, conosco gente che svenirebbe solo a guardare questo straordinario panorama disse indicando con un gesto ci che avevo poco prima ammirato anchio giungendo sul posto. Come mai venuto fin qui? Beh, questa poi Come dice scusi? chiesi quasi costernato. Voglio dire cosa lha spinta ad arrampicarsi fin qui, quale motivo Accidenti, lei davvero straordinario, mi parla come se fosse il padrone di casa In pratica lo sono, sono anni che risiedo qui, lei appena arrivato Per via del fumo dissi sconcertato e disarmato. Prego? Il fumo, si vede da lontano, fino dal paese, credevo avesse preso fuoco la grotta Oh bella, questa? Scusi, e se anche fosse stato? Come, lei sta qui da.. anni ha detto, e non sa cosa rappresenti questa grotta per Montepiano? Questa..grotta..significa..qualcosa..per la gente del..posto? chiese stupefatto. Certo che s, questo leremo di san Guittone! Ah, mi scusi, ma chi sarebbe stato costui? Beh, diciamo quasi il fondatore di Montepiano. , comunque, una storia lunga dissi tagliando corto e in tutta risposta ebbi un sorriso divertito che metteva in bella mostra tutti e cinque i suoi denti in tutto. Quel sorriso invece di contagiarmi mi irrit e dalla mia espressione egli cap di aver esagerato. Infatti, rifattosi serio se ne rammaric. Mi scusi, non volevo offendere nessun abitante del posto, tanto meno lei che mi sembra una persona tanto gentile e a modo ma, quando ha citato la storia, stato pi forte di me Non capisco cosa voglia dire, cio perch la storia dovrebbe divertirla tanto. Sappia che io sono, anzi sono stato perch adesso in pensione, un professore di storia e geografia al locale liceo di Montepiano improvvisamente i suoi occhi si dilatarono eccitati. Lei un professore di storia? Ah, non dica che lo stato perch o lo si oppure no. Non significa nulla, lei professore di storia che HA insegnato al liceo. Ma e rimane un professore di storia. Permette che mi presenti? Pancrazio De Osvaldi, professore di storia che ha insegnato per ventisei anni al liceo classico di Napoli. Attualmente in pensione daventisei anni appunto. Che splendida giornata! Incontrare un collega! Ah, com piccolo il mondo! Lei stato un professore di storia al liceo classico e? E cosa, signor? Ah s, Mirante, Carlo Mirante Non posso crederci, un collega! Ma sa che lei ha davvero laspetto di un professore di storia? Di lei certamente non si direbbe. Come potuto succedere che..? chiesi accompagnando la domanda con un plateale gesto della mano. Succedere cosa? Ah, capisco, lei si riferisce al mio modesto abbigliamento! Veramente non solo a quello ma a tutto questo indicai ampliando il gesto. Non rispose subito, agrott la fronte mentre con una mano si lisciava la folta e lunga barba bianca, scosse pi volte il capo e infine, dopo un lungo e liberatorio sospiro, riprese a parlare. Eh, caro collega, la sua domanda merita non una ma tante risposte, non facile spiegarglielo. Intanto togliamo ogni superfluo dubbio. Non ci sono retroscena per cos dire sentimentali, familiari o eventi drammatici, sia ben chiaro, si tratta di una scelta di vita, ponderata e quindi fortemente voluta Ma perch? A cosa o a chi serve ridursi cos? la sua reazione fu davvero sconvolgente. Ridursi cos? Cos come? Cosa ci vede di tanto strano in tutto questo se non un personale anticonformismo controbacchettone? Professore mio le nostre strade hanno preso direzioni ben diverse, eppure sono partite dallo stesso punto Francamente non comprendo Allora laiutero volentieri. Sappia intanto che il mio numero personale il 26. A ventisei anni ho iniziato la mia carriera di professore di storia, che ho ininterrottamente svolto per altri ventisei anni quando, sfruttando la possibilit del prepensionamento, ho lasciato la scuola per iniziare una nuova e pi gratificante avventura: la vita libera da ogni legame. Qui come c finito? Al liceo, quando lo frequentavo come studente avevo un compagno di banco di nome Alberto Pizzuto, s proprio il vostro presunto barone. Ovviamente non affatto un titolato ma, poveretto, lo ha sempre desiderato di esserlo che non se ne pu fare alcuna colpa per esserselo imposto. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto di amicizia e quando per caso lho incontrato tre anni fa, dopo una lunga chiacchierata mi ha messo a disposizione questa umile dimora. Badi che questa ha superato ogni mia aspettativa, se solo sapesse in che posti ho vissuto Appunto questo le chiedo, perch questa sua scelta? Caro collega, la mia scelta nasce proprio dalla materia che.. entrambi abbiamo insegnato, la storia appunto. Mi segua, se possibile. Ventisei anni, mio caro, ad insegnare sempre le stesse cose, fatti, date, eventi, biografie di grandi personaggi, ogni ciclo di anni sempre le stesse cose e per chi poi? Studenti a cui non fregava niente Su questo devo darle ragione, ci sono passato anche io Eppure ho sempre fatto di tutto per far capire loro giusto lessenziale, che nella storia delluomo tutto si ripete perch a muovere i fili dellesistenza umana sono solo ed esclusivamente i sentimenti umani Sentimenti? Amore, odio? Ma no, non questi. Perlo dellambizione, potenza, ricchezza, fama, gloria, sono questi i sentimenti che portano luomo a compiere sempre le stesse azioni. Pi che un giro compiuto una spirale eterna in cui luomo sempre perdente. E poi luomo non comprender mai Esatto, compier sempre gli stessi errori. Non capir mai linutilit di unambizione smisurata. Tutto finisce, mio caro, anche luniverso un giorno finir di vivere e di tutto questo cosa rester? Nulla, per cui sar valsa la pena di lottare. Per questo si ritirato? Non le pare un tantino esagerato? Esagerato, lei dice? Per nulla, non avverte la grazia di respirare aria pura, lontano dallavvilente consumismo, in pace con la natura, a leggere sani libri e ponderare sul pensiero di chi davvero nel passato, avendo capito questo mistero che la vita, ha fatto di tutto per tramandarlo ai posteri? Non possiedo la sua forza per condividerla ma lapprezzo totalmente Riflietta, amico caro, e se possibile si spogli della civilt che lavvolge e torni alla natura. Oh, ben inteso la mia non una forzatura, solo un invito Era evidente Ora, per, devo lasciarla per qualche minuto. Sa, larchitetto quando ha eretto questa reggia ha dimenticato i servizi sanitari, pertanto oh, ma lei stia pure, mi assenter al massimo per cinque minuti Francamente vorrei andare, prima che si faccia tardi, dimentichi che dovr rifare il sentiero Ah, giusto, allora per cortesia faccia una cosa, io vado davvero di fretta, prima di andare via vuole gentilmente attizzare il fuoco aggiungendo un po di quella sterpaglia? Gli feci cenno di si e lo lasciai allontanare con una trotterellante e buff andatura. Prima ancora che si fosse allontanato dalla mia vista attizzai il fuoco e mi avviai anche io verso il ritorno. Una curiosit, per, minvase passando davanti lentrata della grotta, quella di vedere come si era attrezzato. Mi chinai leggermente e misi dentro il busto. Alla destra notai subito un grosso pagliericcio composto da un sacco ripieno probabilmente di foglie di mais, a fianco una grossa cesta piena di vai logori indumenti, dallaltra parte una cassetta tutta sgangherata colma di vari libri. Nel voltare le spalle lo sguardo cadde sul lato sinistro della grotta e soprattutto su un grosso cubo bianco, un mini frigorifero da 300 cc, sopra di esso spiccava un cellulare e, poco distante, posizionato alla meglio su di unaltra grossa cesta capovolta un LCD a schermo piatto da 20.
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