Pubblicato il 16/04/2011 06:23:34
Montepiano. Un gioved di met maggio, anno 1990, ore tredici e trenta circa. Antonio Capuana, per tutti Nino, si appresta a chiudere la biblioteca che occupa un vasto ambiente del piano terra di un edificio che ospita ai piani superiori la scuola elementare e materna. Adiacente la biblioteca vi la palestra ginnica con annessi spogliatoio, magazzino e vano caldaia. Nino, in compagnia dellanziano bidello Gibb, ha appena chiuso la porta della biblioteca e si dirige verso luscita generale quando un improvviso lampo, immediatamente seguito dal fragore di un tuono li fa sobbalzare. Pochi istanti dopo scatta linterruttore della corrente elettrica mentre la pioggia inizia a cadere scrosciante. Gibb, con leterna cicca incollata ad un angolo della bocca, alzando lo sguardo al cielo impreca. ecco, ci risiamo! Puntuale come un orologio svizzero. Che gli costa al Padreterno di mandarla gi mezzora dopo? No, deve costringerci ad aspettare che passa! Dai, non te la prendere tanto Gibb, dura al massimo mezzora minimizza Nino. Bravo! Ch a te lo Stato te lo paga lo straordinario di mezzora? Hahaha, quando si tratta di soldi, per te Ehi Nino, ma non dobbiamo ridare la corrente prima di andarcene? No, meglio di no, potrebbero esserci altre scariche. Nel pomeriggio torno qui e la rid afferma Nino mentre Gibb lo scruta con finto stupore. Perch nel pomeriggio tu torni qui? Ecco perch non ti sei ancora sposato, hehehe! Gibb, quando la smetterai di sfottere? risponde Nino con unocchiataccia. Eh, povera Italia! Come si pu andare avanti cos? Con tanto ben di Dio che si perde per strada, ah mani mie, mani mie! Maledetta vecchiaia, maledetta..! Dai smettila una buona volta. Sono stufo dei tuoi sfott Una voce femminile, giungendo dal fondo del corridoio ai piedi della scalinata che porta ai locali superiori, interrompe i due. Stefania, giovane maestra elementare, che chiama Nino mentre Gibb accentua il suo ghigno ironico. Nino, impacciato, balbetta.. Ciao Ste..Stefania, ti..ti..serve qualcosa? mentre con voce appena udibile Gibb mormora: Nino, Nino, lo so io cosa cerca quella l. E tu cosa aspetti a dargliela prima che Manfredi te la soffia da sotto il naso? Nino finge di non udire e si concentra sulla ragazza che si avvicina mostrando un libro tra le mani. Nino, scusa, solo il tempo di consegnarti questo No, nessun disturbo, e poi non c alcuna fretta Si invece, mi devo assentare per alcuni giorni e non mi piace lasciare le cose in sospeso Gibb, intromettendosi, in tono molto educato le chiede perch e dove. Vado a Roma per il concorso elementare E ci va solo lei? Dal paese dico.. No, siamo in quattro, io Desanto, Filippini e Manfredi Ah, viene pure Manfredi! esclama senza alcuna intonazione particolare Gibb, fissando solo intensamente Nino il quale scopre improvvisamente di avere la gola secca. Il nome di Manfredi gli ha fatto scattare un moto di gelosia. Gibb, intuendo lo stato danimo di Nino corre in suo aiuto e, togliendogli il libro dalle mani, dice: Dai a me Nino, ci penso io a metterlo a posto, tu puoi anche andartene. Ah, signorina Stefania, glie lo darebbe un passaggio a Nino, quanto a me non preoccupatevi, viene mia nipote a prendermi I due giovani si allontanano con lauto di lei e durante il tragitto Nino scopre un insolito lato del carattere della donna. Stefania guida con sicurezza nevrotica che lo soggioga al punto che, scoraggiato, fa il paragone tra lui e laitante Manfredi. Giunti a destinazione, Stefania, quasi eccitata dice; Eccoci qua, se non ci fosse stato tutto quel traffico saremmo arrivati prima Cos domani parti? le chiede lui. No, oggi pomeriggio, intendiamo arrivare a Roma prima che faccia notte E quanti giorni starai via? Il concorso si far venerdi ma torniamo domenica. Sai, non capita tutti i giorni di andare a Roma e quindi sabato ne approfittiamo per folleggiare Soffocato dalla gelosia Nino non dice nulla e lei continua: Ehi, Nino, perch non ti prendi anche tu tre giorni di ferie e vieni con noi? Pur lusingato Nino si defila. Grazie per linvito ma non posso lasciare la mamma sola. Grazie lo stesso, comunque Beh, noi lo stiamo dicendo a pi dun amico Grazie lo stesso, anche per il passaggio e.. auguri Grazie Nino, ci rivediamo luned mattina. Ciao Lasciata lamica Nino entra in casa salutando la madre che lo aspettava vicino alla finestra. Ciao M, mi spiace per il ritardo, sai la pioggia Ciao, temevo che ti bagnassi, ti hanno dato un passaggio? Ero alla finestra e tiho visto arrivare in macchina, chi ti ha accompagnato? Uninsegnante delle elementari. Stefania mamma, la conosci Si, la conosco, una brava ragazza Durante il pranzo Nino ha modo di osservare come la madre si muove con lentezza, pesantezza e sofferenza. Pensa alle sue artrosi, inoltre lei mangia anche di malavoglia, con gli occhi bassi e lo sguardo fisso nel piatto e la mente rivolta chiss dove. Nino intuisce che qualcosa la turba. Infine, imrovvisamente lei gli dice: Prima, prima che tu arrivassi, ti hanno cercato per telefono S, e chi era? Da casa Rinaldi, era donna Rosaria Chi? chiede Nino con genuino stupore. Donna Rosaria, la sorella di don Antonio La sorella di don Antonio? E che voleva? Non lo so, ha detto che don Antonio ti vuole parlare. Vuole che tu vada da lui nel pomeriggio, alle tre Nino, davvero sbalordito dalla notizia, tanto che ripete le parole della madre. Io devo andare da don Antonio alle tre di oggi!? S, e non ha detto altro Ma perch, don Antonio qui in paese? Sapevo che lo avevano portato a Milano Dicono che lhanno riportato a casa questa notte. Non possono fare pi niente per lui. Si dice in giro che ha i giorni contati E vuole parlare con me in punto di morte?? Lei non risponde, scrolla le spalle e sta per alzarsi quando ci ripensa e risiede. Poi, con molta circospezione gli chiede Tu da molto che non parli con don Antonio? Chi io? Si e no ci avr parlato una paio di volte in tutto, quandera sindaco e per motivi di lavoro Chiss che vorr da te! quindi, in silenzio, sparecchia la tavola e prepara il caff. Anche Nino agitato, continuia a chiedersi cosa mai voglia da lui don Antonio Rinaldi, e in punta di morte per giunta. Dopo sparecchiato lei gli dice Devi metterti il vestito buono, voglio che tu faccia una buona figura Mamma, non devo andare a un ricevimento. Gi mi imbarazza dover andarci, figurati se incravattato poi! No, non se ne parla nemmeno
Camminando a testa bassa e con le pulsazioni che aumentano ad ogni passo Nino non ga alcun caso alle persone che incontra per strada. Ad ogni modo la noncuranza reciproca. Perci ha un sobbalzo quando, contemporaneamente ad una pacca sulle spalle, sente la voce irriverente di Gibb. Ehi Nino, che hai perso? Nino, a disagio, risponde evasivamente. Cosa? Oh, no, nulla ero solo distratto Non starai andando a ridarla, vero? A ridare cosa? Ma la corrente, no? Ehi Nino, sveglia! Nino,imbarazzato al massimo, fa una piccola ammissione dicendo Gibb, per favore, vacci tu..io non posso farlo.. ecco ti do la chiave Nino, la chiave ce lho anchio, sono il bidello, no? Ma tu dove stai andando, in piazza a salutare Stefania? Come? Ah s, certo! Uhm, e perch vai da quella parte allora? Perch partono dalla piazza lhai detto anche tu S, ma da quellaltra ormai sconfitto Nino gli rivela la sua destinazione. Sto andando a casa Rinaldi. Questa mattina la sorella ha telefonato alla mamma dicendo che don Antonio vuole parlarmi, devo essere l per le tre. Gibb, di colpo serio, lo fissa intensamente. Mazzacane vuole parlare con te? Perch riesce ancora a parlare? Ho saputo che il cancro non lo fa nemmeno respirare. Cosa vuole da te? Non lo so, stata una sorpresa anche per me. Non sapevo nemmeno che lavessero riportato in paese Vuoi che ti accompagni gli chiede Gibb apprensivo. No grazie, comunque domani ti racconto tutto. E poi, tu devi andare a dare la corrente! Ma va l, lho ridata stamani prima di andarmene. Ma ora va, sono quasi le tre Nino sincammina e quando si ritrova in prossimit della meta si lascia quasi prendere dal panico. Dirimpetto la casa, davanti un bar, stazionano tutti di notabili del paese. Limpulso di voltare le spalle viene debellato dallinconscio timore riverenziale nei confronti del personaggio che lo attende. Accelera i passi e, notato il portone socchiuso, vi sinfila rapidamente.
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