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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Mala tempora currunt

di Marina Pacifici
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Pubblicato il 18/08/2011 09:11:20

Ignara la povera lettrice
alla civica biblioteca chiese delle Myricae.
Nel trasecolare degli addetti sull’autore
l’attonita utente esclamò con stupore:
“Suvvia, è opera pascoliana!”.

Risposero al limite del grottesco:
“Ne abbiamo una copia sola
In volumetto striminzito.
Pascoli? E chi se lo fila?

Autore ormai dalla nebbia degli anni inghiottito, superato.
Abbiamo Dan Brown e tutti i best sellers americani.
Pascoli, ormai da decenni è tramontato
insieme al Carducci, autori desueti e lontani”.

E la desolata lettrice scovò
nel seminterrato della biblioteca,
accanto al distributore del caffè e ai bagni
l’opera omnia del Carducci.

Forse della Memoria e dei Poeti
relegati negli scantinati
siamo immemori ed indegni.

Gli Spiriti dei Forti parlano
alle menti illuminate dei vivi
oppure alla loro beata stoltezza.

Ci perdonino i padri della letteratura italiana:
il Carducci, il Pascoli dimenticati negli scantinati
all’ombra d’indifferente clausura
in una modernità che esalta il volgare e l’immondezza.

“ E queste son due, come le vostre e le tue:
due nostre lacrime amare,
cadute nel ricordare”.

“Mala tempora currunt”
classica perla di rara saggezza,
ma che tristezza!

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