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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Gouaches

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 30/08/2011 18:18:35

Gouaches


'appeso'

memorie di pacata dolcezza
muovono attorno ai ricordi
tremule incertezze di foglie
appese all’albero della vita

'tra le righe'

torno talvolta a leggere
come sono fatto
negli spazi in bianco
leggo quello che vorrei essere

'nella vita di ognuno'

c’è uno specchio crepato
dove il volto s’infrange mostruoso
in cui l’anima appare
un mosaico d’ipocrisia

'i giorni miei'

uccisi di noia
impastano materia di luce e d’afa
che non restituiranno a vita
che salvezza io cerco
in righe d’inchiostro nero
a sconfiggere fantasmi bianchi
di pagine vuote

'e nell’attesa'

la stanchezza degli occhi
per immaginare qualcosa che valga
e nell’unico momento sincero
della nostra illusione
niente più serve
a darci tutta la felicità che volevamo

'accecato'

in una notte che non è la mia
grido a essere sola voce
libera nel tempo a dire a vibrare
a spregiudicare stramaledetta pace dell’anima
chiamato d’ansia a morire
ripeto l’eco al diapason
parole da inorridire

'uno quasi'

un indefinito oggetto di una
indefinita materia che vive
in una quasi società
in un quasi spazio
in un tempo quasi

'mi vesto d’ombra'

e di luce ogni giorno
ogni giorno mi spoglio e m’immergo nell’ombra
a nascondere occhi stanchi d’ingiusta luce.


da "Carte sparse e dimenticate" - (1960 - 1976) - raccolta inedita

 

 


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