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Il riposo del guerriero

di Michele Rotunno
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Pubblicato il 19/05/2011 18:34:16

IL RIPOSO DEL GUERRIERO
Le recenti Amministrative ci hanno consegnato una mappa politica italiana diversa dalle aspettative del centrodestra. In pratica la partita si svolta principalmente in quattro aree metropolitane, Torino, Milano, Bologna e Napoli. Ovviamente sono state interessate molte altre giunte comunali ma queste quattro sono le pi indicative.
A Torino e Bologna la partita si chiusa nei tempi regolamentari, ovvero al primo turno con lelezione dei due candidati sindaci del centrosinistra, a Milano e a Napoli si ricorrer ai tempi supplementari, alias ballottaggio a fine mese.
Se a Torimo e Bologna la sconfitta del centrodestra non pone alcun problema perch quelle aree sono quasi sempre state appannaggio della sinistra, tranne la parentesi bolognese di Guazzaloca alcuni anni fa, a Milano e a Napoli la situazione precedente prevedeva una vittoria al primo turno della destra. Cos non stato.
A Napoli si addirittura corso in tre, Pdl Pd e Idv. A sorpresa il ballottaggio si far tra Idv e Pdl. Eppure le premesse erano ben altre. larma in pi della destra doveva essere la spazzatura perch su quella si maggiormente incentrata la campagna elettorale. Le colpe dellimmondezzaio urbano erano addebitate allamministrazione uscente, Berlusconi stesso sceso come Federisco Barbarossa un paio di volte e, forte del suo carisma, ha costretto la spazzatura ha fare le valige e traslocare da sola verso gli inceneritori, un po come quella pubblicit del panno antipolvere, tanto per intenderci.
Cosa, quindi, non ha funzionato nella campagna elettorale? Pi duna cosa, vediamone una insieme.
A Napoli oltre la spazzatura vera e propria vi un altro tipo di spazzatura, quella politica, ed proprio questa che non facile da smaltire. Ultimamente scandali e dicerie hanno dilagato e costretto molti politici a fare come i piloti di formula uno quando si tolgono dalla visiera le mascherine trasparenti sporcate dei residui delle macchine davanti. Solo che per i piloti questo funziona ma per i politici avviene un fatto curioso, tolta la mascherina quello che c sotto non una faccia pulita ma ben pi compromessa.
Lelettorato non stupido, non si fida pi, ha voglia di cambiamento, ormai le carte in gioco sono tutte segnate e riconoscibilissime. Occorrono nuove carte, sperando che portino fi fortuna. Carte che siano ancora intonse non solo per la brava gente ma anche per le organizzazioni che dietro le facciate controllono tutti i traffici. Ovviamente pi facile imbastire accordi con nuovi personaggi che con quelli ormai del tutto smaliziati. Per carit di Dio, spero di non essere frainteso, qui si parla di possibili tentativi, col dire si pu fare tutto poi sta alla persona corretta non accettare determinate offerte, e in politica si sempre sperato che il nuovo sia meglio del vecchio. In ogni modo aspettiamo lesito dei tempi supplementari.
A Milano la faccenda completamente diversa, anche se per certi versi anche quallarea sempre pi contaminata dalle stesse societ che imperversano al Sud, checch ne dicano i poveri finti illusi. Qui, ad ogni modo, le premesse erano un sindaco uscente dopo due legislature contro un nuovo personaggio, vecchio sessantottino, svezzato nelle fila dellantico comunismo, molto prossimo alleversismo.
A rendere pi emozionante la campagna sceso addirittura in campo il big dei big. Per la verit lo aveva sempre fatto, ma senpre con la sicurezza di essere nel giusto e di leggere negli occhi degli elettori linsopita fiamma della fede. Questa volta la vista doveva essere appannata perch non precisamente questo ci che traspariva dagli occhi dellelettorato ma un sentimento simile alla noia, alla stanchezza, alla rottura de bal, come si dice lass.
Questa volta il pifferaio magico ha fatto cilecca, non riuscito a sovvertire i pronostici perch in fondo non riuscito, e non poteva in alcun modo riuscirci, a infondere negli elettori quello spirito combattivo pioneristico che in passato aveva infiammato gli animi. Ormai il grande big non ha pi nulla da offrire, dopo quasi venti anni i suoi cavalli di battaglia sono sempre gli stessi e perci usurati.
Se fossimo in un dopo guerra lo slogan Giustizia e Libert avrebbe fatto sicuramente furore ma guerre non ce ne sono state e il motto si tradotto in Lotta alla giustizia e Libert di cavarmela sempre nel migliore dei modi. Lelettorato stanco, non ne pu pi. Pu anche darsi che alla fine con qualche miracolo di estrema compravendita riesca anche a farcela ma ormai il giocattolo logoro, sar difficile riproporlo di nuovo. Anche i comprimari sono logori, a forza di rimboccarsi le maniche per accorrere in aiuto al capo non sanno pi cosa sia giusto e cosa invece sbagliato. Qualcuno dir che questo spirito di corpo, sbagliato, il corporativismo morto, siamo ormai al canto del cigno.

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