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“ Rizié il Cavatore ”

di Franca Dusca Petacchi
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Pubblicato il 06/08/2009 10:21:41

“ Rizié il Cavatore ”


Per ritrovarti inseguo la via
bianca e serpeggiante
a tagliare come un coltello impalpabile
la roccia che si alza
e va a toccare il cielo

Si arrampica il cartiglio impolverato
ed io – la gola bianca offerta –
il capo rovesciato appena
a cogliere quel movimento
che ti ha lasciato al mondo
ricordo immacolato

Salgo
e la via si fa più stretta
ma poi
un respiro improvviso
e ti ritrovo immoto
immortale
stretto avvinghiato a quella corda
che non t’ha salvato
e il libro aperto
sbiadito di parole
a dire al mondo silenzioso
il clamore della vita che hai lasciato

Accarezzo il basamento e
guardo su - il marmo che hai amato-
aggrapparsi come una mano bianca
al cielo
e salgo
mi immergo in questo mare
rovesciato e cristallino

Odo le voci dei miei avi
e il grido di dolore
mi frantuma il cuore
come il cristallo di quarzo
sbriciola la roccia

Respiro il silenzio del tempo nel tramonto
e il dorato lucore abbraccia
d’un abbraccio immacolato come una chiesa
la tua cava
la mia cava sacra

C’eran punciotti tra i miei giochi
nel cortile da bambina
e i botti delle mine
le sirene
e poi il silenzio dei singhiozzi
e le storie le nottate
e il taglio al verso e il contro in testa
il difetto e il finimento
la sugna per pulire gli scarponi
e la pioggia la neve e il gelo
e tu
contadino di montagne
a coglier l’acqua a coltivar la roccia
e il duro grano bianco

Quanti raccolti frantumati
quante stagioni perse e tagli presi
senza domeniche nè feste
e mio fratello - il bagascio – a spalar rena

Vedo lontano l’oro del cielo sciogliersi nel mare
e l’ombra dondolante di mio padre
arrampicarsi sulla vetta
Non si è perdonato mai
gli anni
che non ti ha vissuto accanto
ti sei portato via di lui
anche i rari sorrisi

Pure
in questa famiglia di donne
gli uomini hanno indicato la via
che sale stretta e silenziosa
e bianca
e dato amore infinito alla cava
forse perchè anche la cava è una femmina :
bella enigmatica feconda
capricciosa ed infedele
come potresti non amarla ?


Franca Dusca Petacchi

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