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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Te saluto Roma mia

di Tania Scavolini
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Pubblicato il 04/02/2019 15:28:48

Fora dar finestrone de l’ufficio mio

 ogni matina vedo ‘n ber panorama

 e faccio finta de nun sentì che score

 ne la strada de le machine er rumore,

 dei clacson ar semaforo, de le sirene.

 Arzo l’occhi e me scordo de ‘a caciara,

 vedo li pini de Roma co’ a verde chioma

 co’ li rami che ogni vorta se rischieno

 de spezzasse e che ar vento se piegheno

 ma quasi tutti resisteno.

 E poi ‘o sguardo core ortre li pini

 sur parco chiamato de la Caffarella

 co’ la cornice de li colli dei Castelli..

 Ce po’ esse er sole a rischiarà er cielo

 o ‘a pioggia a nisconne tutto quanto,

 ma quanno arzo ‘a capoccia dar lavoro,

‘n soriso me illumina er core,

 l’anima m’ariscalla.

…E te saluto Roma mia!


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