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ANNIVERSARIO PROUST: 10 luglio 1871 - 10 luglio 2019
Una notte magica [ Magie e cunicoli spaziotemporali ], Aa. Vv.
Presentazione il 22 settembre 2019, ore 17 presso il Villaggio Cultura – Pentatonic
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Poemas soterrados e desterrados


Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 04/03/2019 12:00:00

 

Poesie sepolte ed esiliate 

 

Traduzione di Roberto Maggiani

  

Alcune poesie qui proposte sono già pubblicate in lingua originale sulla rivista portoghese online Caliban

 

 

 

Um quarto em Coimbra

 

Encarno-me na voz, nem sei se da noite

porque já não se vê o céu neste quarto

iluminado pelas duas lâmpadas

fulminantes no teto

que se reclinam como os cornos

dum demónio qualquer

 

Percorro o tempo

que não conhece direção

como as vagas que as palavras

pregam nos espaços entre si

 

E agora que me vejo transformado

apercebo-me do paradoxo

de que estou mais longe

quando tudo o que queria

era encontrar-te.

 

 

Una stanza a Coimbra

 

Mi incarno nella voce, non so se della notte

perché non si vede il cielo da questa stanza

illuminata da due lampade

fulminanti sul soffitto

che si piegano come le corna

di un demonio qualsiasi

 

Percorro il tempo

che non conosce direzione

come le onde che le parole

inchiodano negli spazi tra di loro

 

E ora che mi vedo trasformato

mi accorgo del paradosso

da cui sto più lontano

quando tutto ciò che volevo

era incontrarti.

 

 

Suicídio

 

Como um homem

 que se queima na

 mão do pensamento

 pousado

Debaixo da terra

 plantado

No mundo vegetal

Uma semente ambígua

 como o voo da borboleta

Pregado às vagas

 do alento.

 

Penso no artesão

 solitário de Zundert

 e no seu zelo

 de pombas e de

 corvos.

 

Mostrem-me também

 o lado negro

 da alma

O homem que se

 sabe consigo

 mas não de si

Semeado na fissura

 da morte e da

 vida.

 

Pois há um regato

 no paraíso

Cheio de peixes

 que se esqueceram

 como se nada.

 

 

Suicidio

 

Come un uomo

  che si brucia nella

  mano del pensiero

  deposto

Sottoterra

  piantato

Nel mondo vegetale

Un seme ambiguo

  come il volo della farfalla

Inchiodato alle onde

  del respiro.

 

Penso all’artigiano

  solitario di Zundert

  e al suo zelo

  di colombe e di

  corvi.

 

Mostrami anche

  il lato nero

  dell’anima

L'uomo

  si conosce

  ma non da sé stesso

Seminato nella fessura

  della morte e della

  vita.

 

Perché c’è un torrente

  in paradiso

Pieno di pesci

  che hanno dimenticato

  come si nuota.

 

 

Cortejo

 

O que eu celebrava naquele

cortejo não era senão uma

vitória ilusória

 

Tinha desdém pelo azul hasteado

e por aqueles hinos mecânicos.

 

O que desejei ao bater na

tua cartola não me incluía

 

Na verdade porque me esqueço

sempre o que desejo nesses

momentos de leviana superstição

 

Ou porque desejo sempre o mesmo.

 

 

Corteo

 

Quello che celebravo in questo

corteo non era altro che una

vittoria illusoria

 

Avevo sdegno per il blu sventolante

e per quegl’inni meccanici.

 

Quello che ho desiderato nel colpire il

tuo cilindro non mi riguardava

 

In verità perché mi dimentico

sempre quello che voglio in questi

momenti di leggera superstizione

 

O perché voglio sempre lo stesso.

 

 

Exército de terracota

 

Ergam-se soldados soterrados

Ergam-se verdadeiros demónios

  com o canto do poeta danado

 

Subam a escadaria em espiral perfeita

E não se deixem enganar pela mísera simetria

Pelos corpos dissecados (…)

 

O mundo é um osso só

Uma carne terna e sumarenta

Um hino invertido à antinomia

Uma lápide prestes a ceder com o estertor

  de todos estes cadáveres reanimados

  pelo canto e opressão

 

 

Esercito di terracotta

 

Si sollevano soldati sotterrati

Si sollevano veri demoni

  con il canto del poeta dannato

 

Salgano la scala a spirale perfetta

E non si lascino ingannare dalla misera simmetria

Per i corpi sezionati (...)

 

Il mondo è solo un osso

Una carne tenera e succulenta

Un inno invertito in antinomia

Una lapide che sta per cedere con l’agonia

   di tutti questi cadaveri rianimati

   per canto e oppressione

 

 

Rede das almas

 

Estavas lá em Santa Margherita

Quando em silêncio eu via

a povoação de argila deslizar

através da janela do autocarro.

 

Estavas como que dentro de mim

Esse pressentimento que brota do

meu peito intermitentemente

Essa sensação de tentar agarrar

alguém num sonho, apenas

para despertar avulso na

cama de sempre.

 

Ó faces da minha vida

Tremor do corpo que sinto meu

Saibam que cada dia é

um milagre à nossa espera.

 

 

Rete di anime

 

Eri là a Santa Margherita

quando in silenzio vedevo

il villaggio di argilla scivolare

attraverso la finestra dell’autobus.

 

Eri come dentro di me

questo presentimento che germoglia dal

mio petto a intermittenza

questa sensazione di tentare di afferrare

qualcuno in un sogno, solo

per svegliarsi avulso nel

solito letto.

 

O volti della mia vita

tremore del corpo che sento mio

sappiano che ogni giorno è

un miracolo che ci attende.

 

 

Porvir

 

Não saber da extremidade da cabeça inicial

Da réstia de luz na sombra do bosque

 

Na copulação fervorosa dos corpos em combustão

Pequenas maquinarias sem nome combinam-se

Produzem um som luminoso

Cheio de pequenas folhas tenebrosas

Corpos mutilados em acidentes de viação

Predadores debruçados sobre as presas

  com halos de redenção

  nas míseras cabeças mortais

 

Não expirou ainda o tempo de mortos e vivos

Um grito não se faz só de pontuação e fato

Nada está encerrado, composto, acabado

  extinto

 

Ainda não chegamos ao fim

E mal lembramos o início

 

 

Avvenire

 

Non conoscere l’estremità dell’inizio

del briciolo di luce nell’ombra del bosco

 

Nella fervida copulazione dei corpi in combustione

piccoli macchinari senza nome si combinano

producono un suono luminoso

pieno di piccole foglie scure

corpi mutilati in incidenti stradali

predatori chini sulle prede

   con aloni di redenzione

   nelle misere teste mortali

 

Non è ancora scaduto il tempo dei morti e dei vivi

un grido non è fatto solo di punteggio e abito

niente è racchiuso, composto, finito

   estinto

 

Non siamo ancora alla fine

e ricordiamo a malapena l’inizio

 

 

Psicostasia

 

Quero que o meu coração se vá esvaindo

 e que o meu sangue semeie o mundo

 de canto e pensamento

 

Para que morra leve como um espírito

E o meu coração equilibre a balança de Maat.

 

 

Psicostasi

 

Voglio che il mio cuore svanisca

  e che il mio sangue semini il mondo

  di canto e pensiero

 

Che muoia leggero come uno spirito

E il mio cuore equilibri la bilancia di Maat.


 

A dança

 

Desperto nos teus braços

a oscilar enquanto andas

ao lado dele

 

Desperto na borboleta tigrada

propelida na luz das primeiras

folhas de outono

 

O magnetismo, o encantamento

dos corpos na mão do verbo único

 

Volto a ver-vos

Mais a ti do que a ele

Porque o teu corpo estava

mais ciente da dança em

que tudo se extingue

e estremece

 

Uma gargalhada ou um pranto

Quem saberá dizer?

Talvez a angústia esteja

na distinção

E há quem não saiba errar

 

Para esse não existe o encontro

 

 

La danza

 

Mi sveglio tra le tue braccia

oscillando mentre cammini

accanto a lui

 

Mi sveglio nella farfalla tigrata

che avanza nella luce delle prime

foglie d’autunno

 

Il magnetismo, l’incanto

dei corpi nella mano dell’unico verbo

 

Torno a vedervi

più te che lui

perché il tuo corpo era

più consapevole della danza in

cui tutto si estingue

e trema

 

Una risata o un pianto

chi saprà dirlo?

Forse che l’angoscia stia

nella distinzione

e c’è chi non sappia sbagliare

 

Per questo non esiste l’incontro

 

 

 

Tomás Sottomayor (Porto, 1994)

 


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