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I doni della morte

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Oh mia Ermione sai cos' è l' amore, protocollo degli dei?

Per fare che il conclave delle glorie passate giustifichi 

un nuovo giorno trascorso senza di lei?

Il futuro di ambiziose meraviglie che s' infrangano

come su scudi lance aguzze, nell' emergenza dell' assedio.

Non ti riconosco, non so più chi sei

e la mischia si avvale della polvere per confondermi le idee

nel deserto che mi arredi, anabasi di miraggi malinconici.

Eppure gli occhi di Lily Evans li riconoscerebbe dovunque

quel serio professore che non ha mai ceduto all' urgenza di pentirsene.

Anche se appartengono ad un altro certi sguardi d' amore

oh mia Ermione, che generi la luce.

Proteggimi dal male con tutta la magia di cui sarai capace.

Ché tempi peggiori avranno bisogno di un diverso coraggio

di cui ho un estremo bisogno anche adesso

per tirare avanti certi futuri anteriori

che alcuni fantasmi ancora mi rincorrono, caduti nello stagno

del mio inconscio dove affondo e tu mi guardi

mentre preghi che i rami del salice che piange mi tendano loro grazie.

Tender is the night a radio capita(l) e i bordi del lago 

sono le pareti della mia stanza

e l' immagine che ho di te è una foto che hai scordato

di cancellarmi dalla memoria.

Mentre la musica si avvale di tutto lo spazio che rimane e vola

le parole occupano solo poche righe. Per volta

per tutte le volte che qualcuno le legga.  

Ecco, a prima vista o meno del necessario è bene si pronuncino.

Oh mia Ermione, i doni della morte, di cui sei padrona.

 

 

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