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A te lontana

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Quest'alba che gioca con il cielo,

quest'aria fresca che mi solletica lo spirito,

fanno salire un solo pensiero

un pensiero che parla di te.

 

Dove sarai, adesso?

Cosa stai facendo, in questo momento?

A chi schiuderai il tuo sorriso?

A chi ruberai tutta l'anima?

 

A me non resta che qualche rima

sparsa su questo bianco foglio.

Sapessi, quanto io ti voglio!

Per riscoprire parti anche di me.

 

Ma tu sei troppo lontana

come scintillare di stella;

splendente e irraggiungibile

così troppo lontana da me.

 

Chissà se mi pensi anche tu, qualche volta.

Chissà se ho lasciato qualche traccia.

Ricorderai ancora la mia faccia,

con i miei occhi che morivano di te?

 

E se succede, se mi pensi, cosa fai?

Sorridi? Piangi? O sei indifferente?

Ti ho amato tanto, lo sai?

Anche se tu non lo volevi.

 

Ora sei spettro che abita la mia mente

sei un dolore nuovo, che blocca il respiro.

Oh, se solo potessi averti vicino!

Ma no, sono spettro anch'io, tra tutta questa gente.

 Arcangelo Galante - 01/04/2020 16:12:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Malinconico componimento, che lascia la sofferenza nel cuore dell’autore, in seguito alla lontananza fisica di un sentimentale legame.
Legittimo lo sfogo e comprensibile l’introspettiva riflessione, sottolineati nel ripetersi interrogativo, espresso nel verseggio del “dove, chissà e se”, ad avallo del profondo decanto.
Un amore certamente grande e nel quale il poeta aveva donato interamente se stesso, ma che, nell’oggi, è rimasto solo un nostalgico ricordo!

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