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Partita a scacchi

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Il gioco degli scacchi non è un vero gioco; infatti questa pratica manca di una cosa essenziale: il divertimento. Direi che gli scacchi sono più una sofferenza, una lotta, che un sollazzo. L'avversario è una sorta di ombra che vuol limitare la tua libertà e tu cerchi di proibirgli di chiudere in una trappola la tua energia mentale. Sapere che un uomo ha una forza corporea superiore alla tua, per diritto genetico, non rappresenta mai un problema di conflitto. Se un uomo grosso come un “gorilla” ti fa scappare a gambe levate, non ti senti né offeso e tanto meno sminuito nel tuo valore di uomo. Ma se la sua energia mentale è superiore alla tua, allora ci soffri e ti chiedi: perché io non riesco a dominare la forza che l'avversario mette in campo per limitare la mia libertà di movimento mentale?
Ecco il motivo per il quale amo giocare da solo, muovendo entrambi i colori. E' l'unico caso nel quale una parte di me, non importa quale, riesce a resistere al tentativo dell'altra di dominarmi. E ne esco sempre un po' distrutto e un po' felice. Ma non è davvero così, la vita? Un po' e un po'...

 Glauco Ballantini - 27/03/2019 11:24:00 [ leggi altri commenti di Glauco Ballantini » ]

Gli scacchi come tutti i giochi, prevedono il saper giocare. L’energia mentale è applicata e non assoluta. E’ un po’ come definire più intelligente una persona che ti supera nel risultato di un test.
Un topo che conosce un labirinto farà prima di uno che non lo conosce come un gorilla sara agevolato in uno scontro fisico, non cambia di molto perchè il vantaggio in quello che si deve fare è paragonabile.
Un giocatore di scacchi esperto avrà la meglio di uno inesperto come un gorilla ed un topo esperto del labirito avranno la meglio dei loro competitori.
L’energia mentale c’entra il giusto, a parità di abilità nel gioco.
Ma come si fa a paragonare l’abilità a priori?

 Giacomo Colosio - 22/03/2019 19:24:00 [ leggi altri commenti di Giacomo Colosio » ]

Per chi come me gioca a scacchi non è noioso nel senso classico della parola, piuttosto è un gioco che se la partita va male ti fa soffrire più del dovuto. per esperienza sia come giocatore di torneo che istruttore posso confermare che la spinta la trovi se vinci...quando si perde si cade in uno stato di prostrazione e passa la voglia di giocare( in questo senso non è un vero gioco). Consiglio di far giocare tuo figlio con i ragazzi della sua età, o col babbo, che prima o poi batterà...invece il computer è un cattivo compagno, meglio giocare con i due colori come faccio io o anche lui, da quanto ho capito. ciaociao...e grazie del passaggio.

 Giulia Bellucci - 22/03/2019 14:27:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Racconto brevissimo! Il gioco degli scacchi effettivamente è un po’ noioso, perché le partite sono a volte lunghe e un po’ statiche. Eppure piace anche ai bambini. Mio figlio di dieci anni è stato iscritto al torneo dalla scuola, ha vinto la fase regionale e ora dovrà partecipare a quella nazionale. Effettivamente ci resta molto male quando perde col papà, perché con me vince sempre. Per un periodo di tempo si esercitava a giocare sull’Ipad in modalità due giocatori però giocava da solo! Ovviamente per forza di cosa vinceva sempre. Ora preferisce allenarsi con i compagni che batte sempre...
Scusa se mi sono dilungata...un caro saluto.

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