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1

Un sogno che non si è sognato,
un risveglio nel caos.
Il sogno è rimasto im-potenza,
il caos si è poi dispiegato.
Busso e aprono, 
come torna al nido l'uccello.

2

Quando il vostro rumore
prese il posto del mio pudore,
l’amore vinse la passione, 
si fece concime.
Fertilizzaste il mio spazio,
togliendo potere alla solitudine.
Tra tutte le voci,
scelsi il mormorio della vostra giovinezza
e me ne feci scudo.
Ora invece il vuoto dei corpi.

L’oggetto del desiderio
resta chiuso nel suo riserbo,
la vita si espande.



 

 

 

 

 Luciana Riommi Baldaccini - 11/05/2013 23:15:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

E non può che essere così come tu hai magistralmente indicato.

 Loredana Savelli - 11/05/2013 17:44:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Cari amici, siete molto cari. Voglio ringraziarvi, siete tutti molto acuti, seguirò il consiglio di Cristiana, anzi mi sembra già di seguirlo, e da parecchi anni, almeno da quando esiste questa scuola autogestita che è Larecherche. I desideri "im-potenti" a volte prendono altre strade, forse si adattano, trasformandosi. O forse non erano desideri autentici? Chissà?
Grazie a tutti.

 Cristina Bizzarri - 11/05/2013 13:43:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

L’ho riletta con i commenti: d’accordissimo con Emilio, si sente anche sottotraccia la voce cristallina e "oltreterrena" della Dickinson , che guarda, e vede, oltre la scorza delle cose. Per me, una tra le tue "più" perfette, per immagini, associazioni, pensiero, ispirazione.

 Cristina Bizzarri - 11/05/2013 13:37:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

... il tuo pensiero è poesia che scava, ma con delicatezza, anche se in profondità.
Ciao Loredana, è splendida, rientra nel capitolo della tua poetica tra le mura, tra i rumori e i bisbigli, dove tu dismetti una parte di te stessa per ritrovarti, fertile e fecondata - anche se il passaggio immagino sia a volte accidentato - in altra te, in altro tipo di passione e com-passione.

 Cristiana Fischer - 11/05/2013 12:18:00 [ leggi altri commenti di Cristiana Fischer » ]

Mi sembra che la poesia si situi tra questi due estremi: "Il sogno è rimasto im-potenza", il sogno tuo "L’oggetto del desiderio/resta chiuso nel suo riserbo altero" mentre "la forma", la realtà cui hai dato luogo "i corpi centrifughi", ecco quella "forma si è dispiegata".
Che è destino comune per le madri, ma c’è una soluzione: entrare di più in quel desiderio altero, comprendere le forze centrifughe in una visone e potere creativo ancora più grande.
Se ho sbagliato, chiedo perdono.

 Amina Narimi - 11/05/2013 01:03:00 [ leggi altri commenti di Amina Narimi » ]

"Sono un sogno che non si è sognato": bellissimo
e stupenda tensione emozionale tutta Tua poesia tra le mie braccia vissute sognando "quel" rumore
Serena notte Loredana

 Loredana Savelli - 10/05/2013 22:59:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

a Emilio.
Sono lusingata dalla tua attenzione e profondità. E ti ringrazio perché fai chiarezza.
Sono due momenti diversi che in un secondo tempo ho messo in relazione, due fasi di vita, due nature.

 Emilio Capaccio - 10/05/2013 22:41:00 [ leggi altri commenti di Emilio Capaccio » ]

La prima volta che l’ho letta mi è sembrata una bellissima poesia alla maniera di Emily Dickinson: di un candore e di romanticismo struggente ottocentesco e ho perfino immaginato l’uso di un plurale maiestatis nella seconda parte con il quale ti saresti rivolta alla persona amata, appellandola col "Voi", che scemo!...poi l’ho riletta e credo di aver capito la chiave di lettura, che se non sbaglio ricorre a volte nelle tue poesie: tensione a volgere, da una parte, verso quella naturale propensione alle aspirazione e ai propri sogni (come il grano volge le spighe sempre nella medesima direzione del sole)e dall’altra a restare piantati dove si è, afferrati per le gambe da un altro sentimento ineguagliabile: l’amore; amore inteso nel senso più nobile e totalizzante: amore per i figli, capacità di deviare da quella "naturale direzione" che credevi il tuo ovvio compimento e conoscere un altro incredibile, grandioso senso di "pienezza": essere madre, donatrice di vita e di insegnamento.
E questa interpretazione mi pare attinente anche alle altre 2 poesie che hai pubblicato.
Come sempre ti chiedo scusa se ho preso fischi per fiaschi, le tue parole, però, mi inducono a interpretarti come sopra detto.

Un bacio Loredana.

 Loredana Savelli - 10/05/2013 22:08:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

a Nando.
Esatto!
Buona serata e grazie.

 Nando - 10/05/2013 21:49:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

)Così mi sembrerebbe di leggerla...)
Tremenda e potente, confessione di una maternità donatasi.

Ciao Lory

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