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Dobbiaco

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Dobbiaco

 

Di sera, il lago a Braies è uno specchio,

un’anitrina sola solca sete

immobili di un’acqua che rispecchia

il verde cupo di folte abetaie

ai piedi delle cime a precipizio

dei cumuli dei monti bianco-azzurri.

 

Solca da sola tutto il lago; a un tratto,

dietro un cespuglio rorido di brina,

ecco la madre: ed i fratelli, intorno.

A lor si unisce come niente fosse.

 

È un’anatra-poeta, certamente:

il suo coraggio è empirsi di bellezza;

ma pur, solcando il lago solitaria,

essa un balletto escogita, bellezza

nascente su bellezza tanto antica.

 

E danza per se stessa, come mossa

da un’interiore nostalgia di grazia,

per tutti e per nessuno, poco importa,

perché la danza è in essa liturgia

e la coreografia vien dallo Spirito

e allo Spirito torna, ed è ammirata.

 

Così il Buon Dio contempla i nostri doni

che la Sua Grazia ci distilla, quando

la pausa di un incanto ci permette

di sentirLo passare nella brezza.

 

Ogni essere vivente che ha respiro

e tutta la Natura inanimata

lodi il Signore in ogni gesto, o stasi.

 

Le mute vette annunciano il Tuo Avvento

e l’acqua immota è specchio del Tuo Cielo.

 

 

 

 

Paolo Melandri

13 settembre 2012

 

 

 

 


 Domenico Morana - 15/09/2012 20:07:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

In te mi rifletto, esiguo il catalogo
di veri pensieri dappertutto
trovati, di nessuno, sempre detti
gli stessi o non detti, ma naturali?
In noi già prima? Uomini d’altri uomini
copie, dei poeti portavoce.

 Cristina Bizzarri - 15/09/2012 15:37:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

E’ tutto un rimando questa poesia: dalla minuscola umile anatrina-poesia si arriva al non dicibile attraverso cerchi di immagini- metafore che si espandono sempre di piu’ acquistando un senso sempre piu’ grande, gioioso e limpido. Come le poesie di
Paolo, anche quando sono meno serene e contemplative di questa.

 Luciana Riommi Baldaccini - 15/09/2012 11:11:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

"quando / la pausa di un incanto ci permette / di sentirLo passare nella brezza": è lo sguardo poetico che riesce a cogliere istanti di bellezza e significato anche nei "gesti" più semplici.

 Lorena Turri - 15/09/2012 10:41:00 [ leggi altri commenti di Lorena Turri » ]

Poesia descrittiva intrisa di profonda religiosità, molto bella e delicata. Grazie.

 Valentina Rosafio - 15/09/2012 10:35:00 [ leggi altri commenti di Valentina Rosafio » ]

sublime!

 Pietro Menditto - 15/09/2012 09:20:00 [ leggi altri commenti di Pietro Menditto » ]

Ho pensato alle piccole creature-grandi simboli di Montale. Un quadro di puro romanticismo e profonda religiosità.

 Loredana Savelli - 15/09/2012 07:32:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

"E danza per se stessa, come mossa
da un’interiore nostalgia di grazia,
per tutti e per nessuno, poco importa,
perché la danza è in essa liturgia
e la coreografia vien dallo Spirito
e allo Spirito torna, ed è ammirata."

Versi stupendi e consolanti, ogni forma di arte è liturgia, a mio modo di vedere, la danza in particolare è una liturgia totale, l’offerta del proprio corpo.
Un caro saluto

 Franca Alaimo - 13/09/2012 23:48:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Ogni tanto capita di leggere cose così piene di grazia, che sembra che l’anima ne sospiri con beata leggerezza. Eccola qui una poesia che sembra ribadire "ut pictura!": già il verde degli abeti che si specchia nel lago, i monti intorno innevati, il bel cielo blu: quasi una cartolina inanimata, una di quelle che si manda agli amici dai luoghi di vacanza; ma poi arriva lei, sostenuta da una triplice allitterazione che sa di liquido fruscio: un’anitrina che "sola solca sete"; e, dopo raggiunta la famigliola, si esibisce in una graziosa danza. Tutto questo sarebbe bellissimo già di per sè, ma ecco che si introduce nella toppa da cui avevamo visto questa scena deliziosa, la chiave: che è un ringraziamento a Dio che si manifesta in tutte le cose che esistono,anche nelle più semlpici, anche in un’anatrella felice di essere quella che è, e che danza di uan gioia così spontanea che si vorrebbe non cessare mai fi guardarla!

 Ferdinando Battaglia - 13/09/2012 21:04:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Una bellissima poesia, dal contenuto profondo e sincero; ed è pura verità e ancora di stupenda bellezza quanto recita la quarta strofa:

"E danza per se stessa, come mossa/da un’interiore nostalgia di grazia,/per tutti e per nessuno, poco importa,/perché la danza è in essa liturgia/e la coreografia vien dallo Spirito/e allo Spirito torna, ed è ammirata" (Aggiungo, forse è un azzardo, sempre dallo Spirito viene anche ciò che dei poeti, sembra lontano da Lui).

Grazie Paolo, per qust’altra perla di arte e devozione.

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